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«Aemilia, la sede non conta», è bufera su Graziano Delrio

«Aemilia, la sede non conta», è bufera su Graziano Delrio

Reggio Emilia, il ministro (ed ex sindaco) sulla localizzazione del processo. La senatrice Mussini: «La sua indifferenza è offensiva»

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REGGIO EMILIA. «Non ho seguito la vicenda. L’importante è che si celebri il processo. Dove si terrà non è rilevante». Prima o poi, il distacco dalle cose di questa terra, per Graziano Delrio doveva arrivare. Il ministro passa a Reggio i fine settimana, non si nega alle iniziative del partito, stringe mani, saluta gente. Ma poi, quando gli si chiede che fine farà il processo Aemilia, mostra tutta la distanza dall’argomento. E questo fa infuriare.

In primis la senatrice del Gruppo Misto Maria Mussini: «Trovo la dichiarazione del ministro Delrio molto grave, soprattutto perché è stata formulata da chi ha amministrato la nostra città in uno dei momenti in cui avvenivano i fatti incriminati».

E subito dopo, la parlamentare reggiana evidenzia un vulnus che, da quando è cominciata, la mobilitazione - di sindaci, associazioni, istituzioni locali - per tenere il processo a Reggio,ha sempre avuto: alla guida di questo movimento d’opinione non c’era colui che è senza dubbio l’autorità politica più importante della città: «Ci si aspetterebbe, al contrario - scrive la Mussini - che fosse proprio Delrio il capofila dei tanti attori sociali che stanno chiedendo a gran voce che il dibattimento Aemilia sia allestito a Reggio».

Per la parlamentare reggiana le dichiarazioni di Delrio hanno un significato e un valore, manco a dirlo, negativo: «L’indifferenza e il distacco di Delrio - dice ancora la senatrice - offende la nostra città. La sua presa di posizione è un assist fornito al ministro Orlando per eludere la questione del dibattimento a Reggio e portarlo in altra sede. Un segnale molto preoccupante che non fa che confermare un dubbio: manca la volontà politica».

Infine la parlamentare del Misto, replica tranchant al segretario del Pd Andrea Costa che aveva cercato di rendere meno deflagrante la dichiarazione di Delrio. «Talmente grottesca da non meritare commenti - dice la Mussini - è poi la proposta del segretario Andrea Costa che il processo Aemilia a Firenze possa diventare meta di gite di gruppo».

Dallo staff del ministro si precisa informalmente che Delrio riteneva corretto non influenzare il collega titolare del dicastero della Giustizia, Orlando; ribadendo che la cosa essenziale è che gli uomini della cosca vengano processati e condannati.

Intanto, l’avvocato Claudio Bassi, consigliere comunale di Forza Italia, boccia con energia l’eventualità che la seconda fase di Aemilia possa celebrarsi lontano da Reggio: «Ritengo un padiglione dell’Ente Fiera di Reggio una delle soluzioni idonee per ospitare tale importante processo, utilizzando gli arredi che ancor oggi vengono utilizzati nel padiglione 19 dell’Ente Fiere di Bologna ove si sta celebrando l’udienza preliminare. Ma ciò che deve essere salvaguardato – rimarca – è il diritto di difesa sia sostanziale che tecnico di ogni imputato, atteso che saranno varie decine gli imputati chiamati alla fase dibattimentale del processo Aemilia». (m.s.)

 

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