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Prima la sede, poi le decisioni del giudice

di Tiziano Soresina
Prima la sede, poi le decisioni del giudice

Il gup Francesca Zavaglia dovrebbe uscire con le ordinanze il 22 dicembre, ma la scelta sul tribunale arriverà prima

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REGGIO EMILIA. Ma quanto tempo c’è a disposizione - da parte del Ministero della Giustizia – per decidere dove incardinare (Reggio, Firenze, Milano le tre possibilità) la seconda fase del maxi processo Aemilia? La tempistica è legata a quando si esprimerà il giudice Francesca Zavaglia nell’udienza preliminare, specificatamente con i decreti di rinvio a giudizio che, sulla carta, potrebbero riguardare 150-160 dei 240 imputati. Il rimanente terzo ha optato per riti alternativi: abbreviati e patteggiamenti verranno affrontati a partire dall’11 gennaio.

La giurisprudenza è concorde nel dire che il decreto di rinvio a giudizio è nullo se non contiene il giorno, l’ora e il luogo del tribunale in cui affronterà il processo ordinario. Quindi, per evitare la nullità del provvedimento, il gup Zavaglia dovrà già sapere al momento dell’emissione dei decreti dove si svolgerà il dibattimento.

Ma quando deciderà il giudice? E qui s’intrecciano due correnti di pensiero fra gli avvocati impegnati in questo complesso procedimento di mafia.

Venerdì prossimo avranno parlato tutti i difensori degli imputati che non hanno puntato su riti alternativi e da quanto “filtra” le altre udienze programmate sino al 22 dicembre servirebbero al gup Zavaglia per la camera di consiglio. Se questa è la strada scelta dal magistrato giudicante, vi sono per il Ministero due settimane di tempo al fine di valutare la tensostruttura pensata all’interno del tribunale di Reggio o dirottare il dibattimento verso l’aula-bunker di Firenze o Milano. Invero, usciti dall’incontro in via Arenula con i dirigenti del ministero, gli amministratori reggiani hanno detto quasi in coro che restavano ancora 10 giorni prima che la Corte d’Appello di Bologna prendesse una decisione definitiva sul luogo di svolgimento del dibattimento. Arrivando addirittura a ipotizzare che una decisione sarebbe stata presa l’11 dicembre o al più tardi il 18. Due date che non collimerebbero con l’agenda del gup. Nulla di strano: se è vero che il gup non può decidere prima che venga scelto il luogo in cui si celebrerà il processo, può certamente farlo quando la destinazione del dibattimento di Aemilia è già stata individuata. Ma diversi difensori ritengono che se il gup Zavaglia si esprimerà il 22 dicembre, diventerebbe incompatibile (sul punto la giurisprudenza è oscillante) nei confronti degli altri imputati che saranno giudicati attraverso riti abbreviati e patteggiamenti. Da qui la possibilità che possa emanare i decreti solo al termine dell’udienza preliminare, ma se si andrà verso la fine di gennaio o i primi di febbraio vi sarà effettivamente più tempo per decidere il luogo del dibattimento ma contemporaneamente maturerebbe anche il rischio che arrivino a scadenza i termini delle misure restrittive che riguardano non pochi imputati.

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