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Bonifica, salta la lista unica Cia e Coldiretti sono divise

di Roberto Fontanili
Bonifica, salta la lista unica Cia e Coldiretti sono divise

In palio la gestione di contributi per 22 milioni. Al presidente vanno 42mila euro Capolista Roberta Rivi per “Terracqua” e Franceschini per “Bonifica e Suolo”

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REGGIO EMILIA  Che il consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale sia un centro con un’elevata capacità di spesa sono i numeri del bilancio a dirlo. Nel 2014 i circa 230mila contribuenti del Consorzio sparsi in tre regioni (Emilia, Lombardia e uno spicchio di Toscana) e su sessantacinque comuni per una superficie complessiva di 120mila ettari, hanno versato oltre 22 milioni di euro sotto la voce contributi.

A questo importo per comporre il bilancio vanno poi aggiunti 9,4 milioni di euro per lavori svolti per conto di altri enti come Governo, Regioni o Protezione Civile. Cifre che nel 2015 sono lievitate ulteriormente con la voce lavori per conto terzi che è salita a 17 milioni di euro per effetto dei lavori svolti per la Protezione Civile a seguito del terremoto che ha devastato la Bassa. Sarà per questa ragione che per un’elezione a cui ha sempre partecipato poco più dell’1% degli aventi diritto (e in gran parte solo imprenditori agricoli), si è scatenata una vera e propria campagna elettorale tra due liste contrapposte che puntano a gestire un consorzio con 210 dipendenti.

Una corsa a suon di appelli al voto, pubblicità sui bus di Seta, lettere, sms, e appelli su facebook da parte dei candidati presidenti e dei consiglieri. E tutto ciò perché tra le associazioni del mondo agricolo pare essere tornati agli anni cinquanta e alla guerra fredda. L’elezione nei Consorzi di bonifica è quindi un modo per contarsi e far pesare la propria capacità di rappresentanza del mondo agricolo.

La Coldiretti da una parte e Cia, Confagricoltura e Cisl dall’altra e con l’ipotesi iniziale di una sola lista unitaria che è saltata per decisione della Coldiretti, mentre la politica - o meglio i partiti - tentano di stare alla larga. O quasi, perché le due liste un qualche riferimento a leggere i nomi dei candidati lo consentono. La Lista numero uno “Terracqua” guidata dall’ex assessore provinciale all’Agricoltura Roberta Rivi presenta ventuno candidati tra coltivatori, artigiani, commercianti, industriali cooperatori e un rappresentante dei piccoli proprietari immobiliari, esponenti di Unindustria, Confesercenti, Confcommercio, Cna cooperazione agricola di Federcoop e Unioncoop, Cia, Confagricoltura e Cisl.

La lista numero due “Bonifica e Suolo”, è invece guidata da Ugo Franceschini veterinario e imprenditore agricolo di Correggio. Scorrendo i candidati, salvo poche eccezioni, annovera imprenditori agricoli che fanno riferimento alla Coldiretti e alcuni esponenti della Lapam Confartigianato. Una scelta differente, quella delle due liste, che risente probabilmente anche del fatto che artigiani, commercianti, industriali, piccoli proprietari, (che nel frattempo come contribuzione hanno superato l’importo versato dal mondo agricolo), nella gestione del consorzio di Bonifica ora non contano nulla.

Il meccanismo di voto prevede il sistema proporzionale per collegio, se per collegio si intendono le quattro sezioni in cui sono suddivisi gli aventi diritto al voto. Ogni contribuente ha diritto di esprimere un voto ma solo per eleggere il proprio rappresentate all’interno della sua fascia in base all’entità del contributo che è obbligato a versare annualmente. Il risultato finale è l’elezione di venti consiglieri esponenti delle diverse sezioni (4 della prima, sei alla seconda 5 della terza e 5 della quarta), a cui si aggiungono i tre consiglieri eletti di diritto da Regioni e Comuni e che vanno a comporre il Consiglio.

L’organo che a sua volta elegge il presidente e il consiglio direttivo. Nel caso del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale il presidente ha diritto a un compenso lordo di 42.500 euro e la gestione dell’ente è affidata a un direttore generale di nomina del consiglio. Quest’anno quindi si va alla conta e stando all’esperienza per elezioni simili a Modena, è possibile che nei 27 seggi che saranno aperti a Reggio e Modena domenica 13 dicembre dalle 8 alle 18, i votanti alla fine schizzino dall’1 al 7%.

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