Correggio: «Cuccioli tenuti al buio senza acqua né cibo»
Le ragioni del sequestro preventivo di cani in un allevamento: per i carabinieri sotto accusa anche i box troppo piccoli e le coperture in eternit
CORREGGIO. Sono in tutto 13 i cani portati via dai carabinieri da un allevamento di Correggio, dopo il blitz di lunedì pomeriggio partito grazie a una denuncia del parlamentare bolognese del Movimento 5 Stelle Paolo Bernini con l’associazione Eital.
Si tratta di un sequestro preventivo di animali motivato dal fatto che i carabinieri e il personale del Servizio veterinario dell’Asl correggese hanno ravvisato a carico dell’allevatrice che li deteneva - una 65enne reggiana - il reato di maltrattamento. Si tratta dell’allevamento Hello Dog, di Lemizzone. Anche Bernini era presente al momento del blitz.
Le condizioni in cui erano tenuti alcuni dei cani, infatti, sono state ritenute non inidonee: due cuccioli di colore nero (tra l’altro senza microchip e dunque non iscritti all’anagrafe canina) erano tenuti al buio, in un contenitore di plastica delle dimensioni di circa un metro quadro, in un locale non idoneo perchè destinato a ripostigli e senza acqua e cibo a disposizione.
I militari hanno trovato una decina di cuccioli di razza bull terrier, pincher, volpino, carlino, husky e border che erano custoditi in un locale le cui condizioni risultavano precarie sia dal punto di vista dell’igiene che della manutenzione: il soffitto era sbrecciato e composto da materiale in eternit. Inoltre, l’acqua per l’abbeveraggio era sporca c ’erano feci sul pavimento. Anche il box in cui erano rinchiusi è stato ritenuto di ampiezza limitata.
Gli animali, quindi, per il momento sono stati affidati a due canili (uno in provincia di Reggio, l’altro nel Mantovano). Questo, in attesa che il sequestro venga convalidato dall’autorità giudiziaria.
I controlli sono scattati anche nell’allevamento di Budrio appartenente alla stessa famiglia e che si chiama Emil Dog, dove però non sono state riscontrate irregolarità.
Nel 2014, l’allevatore Cristian Bellelli della Emil Dog era finito al centro di una indagine della Squadra mobile di Padova: l’accusa era quella di far parte di un’associazione a delinquere di carattere transnazionale specializzata nel traffico di cani e gatti importati illegalmente dall’Ungheria, non commercializzabili per la loro età e per essere privi di adeguata documentazione sanitaria.
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