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Rapina un prof nel bagno la Polfer l’arresta subito

Rapina un prof nel bagno la Polfer l’arresta subito

REGGIO EMILIA. Ha scelto la sua vittima dopo averla vista scendere dal treno. L'ha seguita e quando questa è entrata in bagno, l'ha affrontata e rapinata del portafogli. E' quello che è accaduto...

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REGGIO EMILIA. Ha scelto la sua vittima dopo averla vista scendere dal treno. L'ha seguita e quando questa è entrata in bagno, l'ha affrontata e rapinata del portafogli. E' quello che è accaduto sabato nel tardo pomeriggio nella stazione centrale di piazzale Marconi, a Reggio Emilia.

Gli uomini della Polfer hanno arrestato un uomo di 33 anni: si tratto dell’egiziano Saber Arabi El Kattawy.

Tutto è accaduto intorno alle 19. 15. La vittima, un docente di musica bolognese di 55 anni, si è trovato davanti quell’uomo di nazionalità egiziana che gli ha intimato di consegnargli il portafoglio, ma anche quando questo ha ubbidito, l'aggressore lo ha colpito al volto rompendogli gli occhiali.

A quel punto le sue grida di aiuto sono state sentite dagli agenti della Polfer che sono accorsi.

Hanno subito bloccato l'egiziano, già noto per precedenti specifici e residente a Reggio, e lo hanno trovato con le banconote appena sottratte alla vittima, per circa 50 euro. Per lui è scattato l'arresto per rapina.

«Sabato sono giunto in treno a Reggio – racconta ancora molto scosso il professore – e in stazione, dopo aver salito le scale mi sono diretto ai servizi igienici, situati in fondo, sul primo binario. Fatte le mie cose e mentre mi sciacquavo le mani, dietro di me è comparso un individuo, di corporatura robusta, che ha chiuso la porta di accesso ai servizi igienici parandosi davanti e, minacciandomi, mi ha intimato di dargli 5 euro per andare a mangiare. Appena ho estratto il portafoglio, violento e fulmineo mi ha colpito, mandando in aria il portafoglio e colpendomi in viso, facendo volare anche i miei occhiali nuovi (da più di 200 euro) con montatura rotta e lenti in frantumi. Il malvivente subito si gettava in terra – prosegue nel racconto – a raccogliere le mie banconote e monete ed io in tutta fretta uscivo dai bagni urlando a squarciagola e, con mia enorme fortuna, sopraggiungeva una pattuglia delle polizia ferroviaria che subito bloccava il malvivente».

Il professore di musica rimarca la gravità dell’accaduto e denuncia lo stato di insicurezza in cui versa la stazione ferroviaria: «Occorre lì un presidio permanente delle forze dell’ordine, 24 ore su 24». Domani l’egiziano – difeso dall’avvocato Matteo Marchesini – affronterà in tribunale l’udienza di convalida dell’arresto.

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