Scandianese morto in Brasile, l’altro autista era ubriaco
Arrestato il 16enne che ha travolto il taxi su cui viaggiavano Ideo Ferretti e l’amico Simone Catallo di Firenze
SCANDIANO. Ucciso mentre era su un taxi, colpito da un fuoristrada guidato da un 16enne ubriaco. Diventa sempre più chiara la dinamica della morte di Ideo Ferretti, il 57enne carrozziere arcetano deceduto sabato a Natal, in Brasile, dove si trovava in vacanza con alcuni parenti e amici. Nei giorni successivi si sono alternate diverse versioni, sia sulle persone presenti che sull’esatto svolgimento dei fatti.
Poco prima dell’una di notte, Ferretti ha preso un taxi nel centro di Natal assieme all’amico Simone Catallo, 42enne fiorentino, e alla fidanzata di quest’ultimo, Jenilda Maria Assis Benini. Il nipote di Ferretti e la sua ragazza erano invece in un altro taxi che li seguiva a poca distanza.
All’una meno un quarto, il taxi di Ferretti si è fermato a un semaforo sulla Rotta del Sole, una delle principali arterie della città di Natal, e lì è stato speronato da un fuoristrada, un Mitsubishi Pajero, che non aveva rispettato il rosso. Il pesante fuoristrada, guidato da un 16enne poi risultato ubriaco, ha travolto il taxi, l’impatto è stato violentissimo.
Ferretti e Catallo sono stati uccisi sul colpo, mentre la Benini ha riportato pesanti ferite e ora si trova ricoverata in ospedale in condizioni molto preoccupanti. In un primo momento sembrava che i due italiani fossero a piedi, ma le ultime ricostruzioni della polizia hanno confermato che invece erano a bordo del taxi. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12584876:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12584876:1649475444/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Sul posto sono arrivati sanitari e polizia, e il giovanissimo autista, che non si è fatto praticamente nulla, è stato sottoposto all’alcoltest, che ha rivelato valori superiori al consentito dalla legge brasiliana. Il 16enne è stato quindi arrestato per guida in stato di ebbrezza e ora dovrà rispondere delle accuse di duplice omicidio e lesioni personali gravissime.
Giordano Ferretti, il nipote di Ideo, ha assistito alla scena da pochi metri ed è stato lui a informare i parenti di Arceto, dove lo zio – conosciutissimo – viveva con la moglie Marzia e con il figlio Uber. Ora, oltre al dolore, per la famiglia c’è da affrontare una questione complicata, quella del rientro della salma, di cui si stanno occupando sia il consolato di Natal che l’amministrazione pubblica dello stato di Rio Grande do Norte, fra l’altro guidato da una donna di origine reggiana, Rosalba Ciarlini.
Per ora non vi sono ancora ipotesi sulla possibile data, perché si dovranno attendere anche le indicazioni della magistratura che sta indagando prima di avere il via libera e organizzare tutte le procedure necessarie. Ferretti era una delle figure più note e amate di Arceto, impegnato nelle attività del paese e celebre per la sua grande fede politica nella sinistra. Dopo un viaggio si era innamorato del Brasile, tanto da comprare una piccola proprietà a Natal dove trascorreva praticamente tutte le vacanze. E dove era andato con amici e nipote in occasione del carnevale cittadino.
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