Gazzetta di Reggio

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Soldi dal comune ai proprietari che abbassano l’affitto

di Luciano Salsi
Soldi dal comune ai proprietari che abbassano l’affitto

Fino a duemila euro ai proprietari di case di sette comuni a beneficio degli inquilini meno abbienti

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REGGIO EMILIA  I proprietari di case hanno tempo fino al 31 dicembre per chiedere il contributo previsto, fino a un massimo di duemila euro, nel caso in cui diminuiscano sostanzialmente l'entità dell'affitto. Le condizioni per ottenerlo sono illustrate nel bando emesso il mese scorso dal Comune sulla base dei fondi stanziati dal governo e dalla regione per le politiche abitative.

L'immobile, ad uso residenziale, deve trovarsi nel territorio della città o dei comuni di Albinea, Vezzano sul Crostolo, Quattro Castella, Bagnolo in Piano, Cadelbosco Sopra e Castelnovo Sotto. L'inquilino non deve superare il reddito Isee di 27mila euro.

Per quanto riguarda il contratto di locazione, sono contemplati due casi: il passaggio dal canone libero di quattro anni più quattro al canone concertato di tre più due, con una riduzione di almeno il venti per cento, oppure uno sconto del dieci per cento su un canone concertato già contrattato. Il contributo sarà pari alla differenza tra l'affitto annuo precedente e quello nuovo, fino a un massimo di duemila euro.

«I tempi per la presentazione della domanda - commenta Anna Maria Terenziani, presidente dell'associazione provinciale della proprietà edilizia - sono molto stretti. Quindi l'iniziativa potrebbe non avere il riscontro auspicato. Tuttavia valutiamo positivamente il fatto che il Comune abbia compreso la necessità di sostenere i proprietari di casa, che già da tempo applicano la riduzione dei canoni, per andare incontro alle esigenze del conduttore in difficoltà, senza avere alcun riconoscimento. Anzi, fino a un anno fa dovevano addirittura pagare la registrazione della scrittura di riduzione del canone all'Agenzia delle entrate».

Nei casi specifici spetta ai locatori calcolare la convenienza dell'operazione.

«L'anno scorso - riferisce Matteo Sassi, vicesindaco e assessore al welfare - furono una ventina i contributi concessi in base a un bando analogo. Non ci aspettiamo grandi numeri. Lo stanziamento complessivo, che ammonta a 400mila euro per la città, comprende anche altri contributi, per l'affitto e la morosità incolpevole».

Secondo Confedilizia il vantaggio per il proprietario è significativo se la riduzione del canone coincide con l'opzione per la cedolare secca, che consente di tassare il reddito da locazione al dieci per cento. In ogni caso spesso la diminuzione dell'affitto è una scelta obbligata, di fronte a inquilini a cui la crisi impone tagli cospicui del reddito familiare. «Mediamente - riferisce Anna Maria Terenziani - gli affitti sono diminuiti del trenta per cento negli ultimi tre anni. Ora, per un appartamento normale, si va da un minimo di 250 a un massimo di 500 euro al mese».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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