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Sui social tanti commenti indignati

Sui social tanti commenti indignati

L’episodio trova tutti (anche gli islamici) d’accordo: pretesto per non integrarsi

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GUASTALLA. La notizia delle famiglie musulmane della scuola media di Guastalla che hanno chiesto di ritirare i propri figli dalla lezione di musica ha provocato una reazione molto accesa sui social. La larga maggioranza dei commenti pubblicata dagli utenti Facebook sotto l’articolo, sul sito della Gazzetta, denota risposte contrarie e “indignate”, in generale, molto contrarie alla presa di posizione di questi genitori. Dagli atei ai credenti, fino a un arabo che scrive un post in cui si chiede quale sia il problema dell’insegnare ai bambini la musica: tutti d’accordo nello scagliarsi contro le famiglie che chiedono l’esonero. Altri sottolineano come la mancanza di integrazione sia evidente da parte dei musulmani anche da questi aspetti della vita quotidiana. Un utente, poi, ricorda che “nei paesi musulmani si fa danza del ventre e viene accompagnata da strumenti, non a fiato probabilmente, ma la musica si fa, quindi mi sembrano scuse”. Un’altra commentatrice aggiunge che “in Palestina organizzano scuole di musica, compresi trombone, tromba, fisarmonica, clarinetto, flauto, oboe, quindi è solo un pretesto per fare polemica e non volersi integrare”. Piovono elogi al sindaco di Guastalla, Camilla Verona che “ha detto chiaro e tondo che non si possono fare deroghe perché la Costituzione impone la frequenza delle lezioni”. Da un altro profilo arriva un’opinione che ne rappresenta molte altre. “Per non offendere le fedi o tradizioni altrui ci stiamo dimenticando chi siamo. È ora di finirla. L’Italia vanta una storia millenaria d’arte, musica, cultura che va ben al di là della religione”. (s.a.)

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