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Un progetto reggiano fa scuola a Parigi al forum sul clima

Un progetto reggiano fa scuola a Parigi al forum sul clima

La riqualificazione energetica del policlinico Sant’Orsola firmata dai progettisti della Coop Architetti e Ingegneri

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REGGIO EMILIA. Il Policlinico di Sant'Orsola di Bologna è stato scelto come buona pratica a Parigi alla Conferenza mondiale sul clima, dove è stato chiamato ad esporre i risultati che saranno ottenuti grazie alla realizzazione della nuova centrale termica ipogea, entrata in funzione in questi giorni.

L'Azienda sanitaria di Bologna ha rappresentato in questi giorni l'Italia alla sessione di lavoro 'Health Care Climate - Leadership Roundtable' in programma a Parigi in questi giorni.

In tutto questo lavoro che sta interessando i potenti della terra, ci sono mani e teste reggiane. Il progetto di riqualificazione energetica del policlinico bolognese è firmato infatti dai progettisti reggiani di Cairepro.

La nuova centrale termica appena entrata in funzione unifica le due precedenti e si trova 12 metri sotto terra. In gennaio partirà poi l'attiguo impianto di cogenerazione per la produzione di energia elettrica e nell'estate quello di trigenerazione, per il condizionamento degli ambienti. A regime consentirà di ridurre l'utilizzo di energia primaria, elettrica o termica, da 18.023 a 13.160 tonnellate equivalenti di petrolio (Tep) all'anno, ovvero il 27% in meno, e le emissioni di gas serra, responsabili del riscaldamento globale da 7.164 a 5.575 tonnellate di CO2 equivalenti all'anno, ovvero il 22,2% in meno.

«Siamo molto onorati ed orgogliosi di questo risultato» ha detto il presidente di Cairepro Paolo Genta sottolineando come si tratti probabilmente del più importante intervento di riqualificazione energetica in campo ospedaliero in Europa.

«Si tratta - dice Genta - di interventi di natura principalmente impiantistica ma probabilmente ancora più significativo è il fatto che l'intervento è inserito in un antico ospedale a padiglioni, con la parte preponderante realizzata in strutture storiche oggetto di vincolo da parte della Soprintendenza ai Beni Architettonici, salvaguardando il patrimonio storico-culturale del sito, come l'antica torre di ingresso su via Massarenti o la ciminiera, da decenni inattiva, che in qualche misura è ormai il simbolo del Policlinico, dentro e sotto alle quali è realizzata la più importante parte dell'intervento».

E lo stesso scrupolo nella salvaguardia dell’esistente è stato utilizzato per la posa di 5 chilometri di rete di teleriscaldamento.

Una posa «realizzata in parte in tunnel e in parte interrata, salvaguardando il patrimonio di verde e di alberature presenti nell'area».

«Una sfida - dice il presidente della Cooperativa Architetti e Ingegneri di Reggio - di gran lunga più avvincente rispetto alla realizzazione di nuovi interventi scintillanti e facilmente intrisi di moderne tecnologie, che potremmo chiamare ospedali del futuro, ma che alla fine altro non sono che un prototipo applicabile alle decine, se non centinaia, di ospedali a padiglioni italiani. Il nostro lavoro è invece su un ospedale del presente, su un patrimonio storico, tecnologico e culturale da riqualificare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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