«La magia di suoni e luci ora illumini le ex Reggiane»
Dopo lo show in piazza San Pietro per il Giubileo, è l’idea lanciata da Framedealer, già al fianco del dj set di Benny Benassi al Valli «Un modo per ridare vita a un pezzo di archeologia industriale abbandonata»
REGGIO EMILIA. «La prima cosa che abbiamo pensato è stata: “Certo che fare anche noi uno spettacolo a San Pietro non sarebbe affatto male!”. Ma se dovessi indicare un luogo sul quale mi piacerebbe realizzare uno show ora direi le ex Reggiane, forse perché le sentiamo vicine e pensiamo che sia un desiderio realizzabile». Il mondo è rimasto incantato. E lo spettacolo donato a Papa Francesco in occasione dell’inaugurazione del Giubileo ha lasciato a bocca aperta le centomila persone presenti in piazza San Pietro e i milioni di spettatori davanti ai televisori. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12588813:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/12/09/fotogalleria/giubileo-lo-spettacolo-della-natura-e-degli-animali-sulla-facciata-di-san-pietro-1.12588813]]
Un gioco di luci e suoni, intitolato Fiat Lux e ispirato all’enciclica Laudato Si’, che ha alternato sulla facciata della Basilica di San Pietro splendide immagini della natura di tutto il mondo, attraverso il lavoro di alcuni dei più importanti fotografi e cineasti internazionali. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12590474:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/dossier/giubileo/giubileo-fiat-lux-lo-show-di-luci-a-san-pietro-in-timelapse/50104/50201]]
Uno spettacolo unico, prodotto dall’americana Obscura Digital, che ha affascinato anche Stefano Camurri e Cesare Della Salda di Framedealer, azienda reggiana già nota a livello internazionale per la produzione di video mapping. È questo il nome della nuova frontiera dell’arte e della tecnologia, che consiste nel proiettare immagini in computer grafica su superfici reali, ottenendo spettacolari effetti di proiezione 3D. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12590485:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12590485:1649482607/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
I progetti e le produzioni di Framedealer
Un’attività nata a Reggio circa dieci anni fa, cresciuta al fianco di Benny Benassi e della sua musica, passando attraverso i principali festival americani: EDC, Coachella, ULTRA Miami, IHeartRadio, Global Dance, Electric Zoo. È stata proprio Framedealer a realizzare il suggestivo show del dj reggiano che a inizio luglio ha acceso di musica e luci la facciata del teatro Valli. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12590476:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/crolla-il-teatro-valli-di-reggio-emilia-ecco-la-magia-al-dj-set-di-benny-benassi/44524/44620]]
Nel curriculum di Camurri e Della Salda, anche collaborazioni continuative con altre importanti realtà del territorio: MaxMara, Ferrari e Cellularline su tutti. Senza dimenticare gli opening dei tour di Madonna nel 2013 e di Jovanotti nel 2014. «Lo spettacolo in Vaticano mi è piaciuto davvero molto – commenta Camurri – il tema della natura era molto forte. Per fare questo tipo di lavoro hanno ricostruito su un software 3D la basilica per rispettarne tutte le distanze, dalle colonne alla cupola, che è indietro rispetto alla facciata. La tridimensionalità è fondamentale per proiettare tutte le immagini nelle diverse zone della facciata».
ZERO - Mapping Teatro Valli - AFTERMOVIE from FRAMEDEALER on Vimeo.
Un lavoro di sincronizzazione immagini-musica che anche da Framedealer conoscono più che bene, da sempre alle prese con progetti di musica disco in cui il ritmo diventa l’elemento centrale dello show. All’origine di ogni perfomance c’è sempre un’idea originale, per una vera forma d’arte contemporanea altamente tecnologica, con costi elevati per l’acquisto o il noleggio dei macchinari necessari ad ogni allestimento. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12590481:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/il-teatro-valli-come-non-lo-vedrete-mai-piu-la-magia-di-beny-benassi/45299/45395]]
«Ogni proiettore costa almeno centomila euro - spiega Camurri – Per lo spettacolo del Valli, sono state montate due torri con tre proiettori ciascuno in asse. Per noi la sincronizzazione con la musica è da sempre fondamentale, nel rispetto dell’artista. Nello spettacolo a San Pietro, invece, le immagini sono state predominanti. Per questo penso che la difficoltà principale sia stata quella di avere proiettori che permettessero di restituire immagini ad altissima qualità e con grande nitidezza. È la tecnologia che consente di fare lavori di qualità». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.11712509:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/07/02/fotogalleria/le-immagini-di-una-piazza-in-delirio-per-benny-benassi-1.11712509]]
Per lo show del Giubileo, infatti, la basilica è stata “usata” come un foglio bianco, con la facciata in grado di restituire l’omogeneità di ogni immagine. Diverso, invece, l’approccio per lo spettacolo al Valli, dove ogni elemento architettonico, come ad esempio le finestre o le colonne, seguivano un proprio progetto autonomo, restituendo tutte insieme uno show altamente sincronizzato. E proprio lo spettacolo di Benassi al Valli punta ora alla conquista del mondo: «La volontà è quella di usare l’evento come una sorta di puntata pilota di un progetto da replicare in Italia e nel mondo».
Il Cupolone è un po’ un sogno per tutti coloro che lavorano in questo ambiente. Ma c’è un monumento sul quale Camurri e Della Salda vorrebbero realizzare uno show indimenticabile? «Ci sono molte strutture interessanti, alcune addirittura abbandonate, che meriterebbero di essere riportate in vita. Le ex Reggiane ad esempio sarebbero perfette, perché consentirebbero di lavorare con proiezioni multiple su più facciate, valorizzando l’archeologia industriale. È un po’ un nostro desiderio. E pensiamo sia realizzabile, anche nell’ambito della riqualificazione delle ex Officine. Fuori dall’Italia invece ci piacerebbe lavorare sul New Museum di New York».
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Mesi e mesi di preparazione per ogni singolo evento. Poi, nel giro di qualche ora, la meraviglia che prende forma, lasciando negli occhi degli spettatori un ricordo indimenticabile: «Per ogni perfomance c’è una lunga fase creativa di preparazione dei contenuti – conclude Camurri – Il nostro è un lavoro unico a tutti gli effetti. Dedichiamo mesi ad un progetto, ore e ore davanti al computer. E il risultato del nostro lavoro viene utilizzato solo in una serata, per un singolo evento. Un evento irripetibile. E, per questo, davvero unico».
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