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Risse in via Emilia Santo Stefano, allarme baby alcolisti

Risse in via Emilia Santo Stefano, allarme baby alcolisti

Reggio Emilia, la denuncia dell’associazione Porto Franco: «Residenti esasperati, amministrazione assente». Pronto un nuovo comitato

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REGGIO EMILIA. Birre a due euro, chupito a un euro e cocktail a 2,50 euro. E sempre più spesso l’happy hour trasforma la centralissima via Emilia Santo Stefano nel cuore del degrado. Una pratica commerciale lecita e diffusa tra i locali notturni. Ma che sta creando allarme e preoccupazione fra i residenti.

E, soprattutto, sta portando allo scoperto il fenomeno del “binge drinking”, l’abbuffata alcolica arrivata in Italia dall’Europa, sempre più in voga anche tra i giovani reggiani: si beve in maniera irrefrenabile, terminando la serata sbronzi, con via Emilia Santo Stefano che diventa sempre più spesso teatro di preoccupanti risse fra baby gang.

A sollevare l’allarme, l’associazione Porto Franco, che ora chiede al Comune interventi concreti. Non solo le consuete ordinanze anti alcol. Nel mirino, finiscono locali come la Caffetteria della Volta, dove tutte le sere dalle 18 vengono vendute bevande alcoliche a prezzi stracciati, messi ben in evidenza in vetrina.

«La reclame lusinga moltissimi giovani, adolescenti o poco più, che numerosi accorrono dalla famosa ora X, le 18, estate o inverno che sia, tutti attorno al bar con i bicchieri e le bottiglie in mano – commentano dall’associazione – Alcuni studi li definiscono “baby alcolisti”. Sono una categoria a rischio, proprio per la giovane età e rappresentano un emergenza a livello nazionale che ha portato l’Italia ad essere il Paese europeo dove i giovani cominciano a bere prima di tutti, a 12 anni il primo sorso. I nostri baby alcolisti alle 22 sono già ubriachi, ridono, piangono, urlano, utilizzano le vie limitrofe a via Emilia Santo Stefano come bagni a cielo aperto, rendendo la situazione invivibile per chi abita il centro che deve anche schivare, rientrando a casa, situazioni pericolose».

Proprio le continue risse in via Emilia hanno acceso i riflettori sul fenomeno: urla, spintoni e insulti. In un caso è spuntato anche un coltello. Scene riprese dai telefonini di alcuni residenti, pubblicate su Facebook proprio dall’associazione, che torna a chiamare in causa il Comune chiedendo di porre fine a questa situazione.

«Pare che i video solo l’amministrazione non li abbia visti. Non è intervenuta in alcun modo». Così riferisce la portavoce dell’associazione, Khadija Lamami: «Ci sono state inviate, dai cittadini di via Caggiati, via San Paolo, via Berta, foto e video che documentano anche attività di spaccio, lamentando l’assenza di risposte da parte dell’amministrazione».

Per risolvere la questione, i residenti stanno decidendo di costituire un comitato, per il quale sono state raccolte già 60 firme: «Nulla è stato proposto per il “salotto buono” di Reggio». Dall’associazione, intanto, hanno inviato al comitato alcune proposte da inoltrare all’amministrazione. Fra queste, l’invito ad organizzare tra i giovanissimi campagne di sensibilizzazione sul bere responsabile, coinvolgendo anche gli esercenti e realizzando controlli incrociati su licenze e rispetto delle ordinanze.

Non solo. «Ci devono essere i controlli sulla verifica della somministrazione di bevande alcoliche ai minori, impiegando la Municipale in borghese anche per le verifiche relative allo spaccio e prendendo provvedimenti informando le forze dell’ordine e l’Ausl. Se si continua ad attendere la situazione continuerà a peggiorare». (e.spa.)

 

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