Gazzetta di Reggio

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Sciopero del commercio, poche adesioni

di Chiara Cabassa
Sciopero del commercio, poche adesioni

Ieri l’appello dei sindacati caduto (quasi) nel vuoto: l’invito riguarda anche le giornate di Natale e Santo Stefano

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REGGIO EMILIA. L’invito all’astensione dal lavoro festivo rivolto nei giorni scorsi dalle tre sigle sindacali ai lavoratori del commercio si è tradotto ieri (8 dicembre, festa dell’Immacolata) in una giornata... uguale alle altre. Ma la scarsa adesione non stupisce più di tanto i sindacalisti per i quali l’obiettivo è innanzitutto sensibilizzare i lavoratori. «Se anche solo una manciata di dipendenti - spiega Luca Chierici (Cgil) - accoglie il nostro appello, significa che il messaggio è passato: i lavoratori hanno il diritto di scegliere, in occasione delle festività, se recarsi al lavoro o stare con la propria famiglia».

Tutto questo soprattutto alla luce della sentenza della Corte di Cassazione del 7 agosto scorso, che ha confermato la legittimità, per le lavoratrici e i lavoratori, del rifiuto della prestazione lavorativa nei festivi. Principio ripreso anche nel contratto nazionale di lavoro, dove si conferma che il lavoro festivo è da ritenersi esclusivamente volontario, e si mantiene il diritto alla retribuzione per quella giornata.

«Una sentenza che mette al riparo i lavoratori - continua Chierici - ma che dovrà essere inquadrata all’interno di una modifica della norma di legge. Una norma che oggi in realtà deregolamenta totalmente il tema delle aperture, per tornare ad un sistema di regole che riportino in capo alle amministrazioni comunali e provinciali la possibilità di tarare, in base alle reali esigenze dei territori, il tema delle aperture festive e domenicali». Anche perché «l’attuale situazione - si legge in una nota di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil - non solo non ha creato nuova occupazione, ma ha contribuito a mettere ulteriormente in ginocchio l'universo formato da piccole e piccolissime realtà commerciali che non possono tenere il passo con le strutture della grande distribuzione». «In ogni caso - spiega Chierici - nel giorni scorsi abbiamo ricevuto tantissime telefonate da parte di lavoratori del commercio, ma anche del settore turismo, che ci chiedevano informazioni sulle chiusure festive. Sicuramente l’interesse c’è e sta crescendo. Per noi è un buon punto di partenza e un ottimo segnale».

Passato il giorno dell’Immacolata, i lavoratori del commercio hanno davanti a loro altre due festività per le quali i sindacati si sono appellati alla recente sentenza della Corte di Cassazione: si tratta del giorno di Natale e del 26 dicembre, Santo Stefano. L’appello unitario delle tre sigle sindacali è stato lanciato.

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