Tiro al piattello: reggiani costretti ad emigrare
REGGIO EMILIA. Usa l’arma dell’ironia, Miles Barbieri, esponente di spicco della Protezione civile reggiana. E lo fa per lamentare come Reggio abbia lasciato emigrare a Modena gli appassionati di...
REGGIO EMILIA. Usa l’arma dell’ironia, Miles Barbieri, esponente di spicco della Protezione civile reggiana. E lo fa per lamentare come Reggio abbia lasciato emigrare a Modena gli appassionati di tiro al piattello. «Voglio ringraziare gli amici del Tiro a Segno di Modena - scrive Barbieri - impianto rimasto a disposizione anche dei reggiani che vogliono cimentarsi nelle discipline di tiro carabina bench rest 50 metri. Già da qualche mese Modena ospita nel proprio stand di S.Cesario anche tanti reggiani appassionati di tiro al piattello, dopo che il nostro impianto di via Montessori a Due Maestà è stato chiuso. Per non parlare dei nostri concittadini appassionati di tiro con la carabina a 100 - 200 - 300 metri che, non avendo alcuna possibilità di allenarsi nella nostra provincia, sono iscritti al poligono di Sassuolo o di Carpi. Che dire? - chiosa Barbieri - Per fortuna che per tanti sportivi reggiani esiste la provincia di Modena! La splendida accoglienza che ho ricevuto nella città limitrofa non lenisce la tristezza per aver constatato per l'ennesima volta che Reggio Emilia, la mia città, non si stanca di perdere eccellenze in ogni campo, compreso quello sportivo». E a proposito di eccellenze in quel campo, Barbieri ne cita alcune: «Ad esempio l'amico Pino Leone, che abita, vive e lavora a Reggio e che ai campionati mondiali di bench rest tenutesi in Australia nel 2015 ha vinto la medaglia d'oro e la medaglia d'argento. Pino ha così confermato la sua straordinaria capacità e abilità in questa difficile disciplina sportiva che l'aveva già visto sbaragliare gli avversari nella Coppa del Mondo di bench rest tenutasi a Pilsen nel 2013 aggiudicandosi ben 4 medaglie d'oro, 5 d'argento e 2 dei 3 trofei in palio.Oppure - dice - voglio citare anche la squadra reggiana ex Campioni d'Italia di tiro al piattello, disciplina che vede anche oggi nostri concittadini impegnati a livello nazionale.
Ebbene, tutti questi campioni reggiani, unitamente ai tanti agonisti in diverse discipline di tiro anche olimpiche, sono costretti a recarsi a Modena e provincia, sobbarcandosi una sessantina di chilometri per allenarsi, con relativa perdita di tempo e di denaro».
Secondo Barbieri, infine «è incredibile come Reggio Emilia, che ama definirsi "città delle persone" e che continua a sbandierare purtroppo solo a parole la volontà di difendere le proprie eccellenze, nei fatti continui a dimostrare una cecità assoluta per quei concittadini che hanno ottenuto brillanti risultati e tengono alto, nel mondo sportivo, il nome della città».
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