«Trasformiamo l’ex Consorzio in un museo di arti e tradizioni»
CASTELNOVO MONTI. L’associazione “Vivere in montagna - Appennino 2.0”, nata su spinta del gruppo di minoranza Progetto per Castelnovo Monti, ha presentato nei giorni scorsi all’amministrazione...
CASTELNOVO MONTI. L’associazione “Vivere in montagna - Appennino 2.0”, nata su spinta del gruppo di minoranza Progetto per Castelnovo Monti, ha presentato nei giorni scorsi all’amministrazione comunale di Castelnovo e ai rappresentanti dei commercianti locali un progetto per il recupero di una zona nel centro del paese, l’ex Consorzio agrario in piazzale Matteotti.
«L’idea è quella di avanzare una controproposta al progetto comunale che prevede la trasformazione di quel luogo – spiega Giuliana Sciaboni in rappresentanza dell’associazione – tramite un apposito bando di gara che uscirà prossimamente, in una struttura commerciale con uffici, appartamenti e garage. Constatando già la presenza di molti appartamenti vuoti e sfitti e l’aumento di negozi chiusi in centro, riteniamo che in questo momento serva, prima di tutto, qualcosa che richiami gente e riporti lavoro, motivi e possibilità di aggregazione, attrazione, cultura e divertimento. Per questo abbiamo un’idea diversa, alternativa: ci piacerebbe che si investisse in un progetto culturale per il recupero e lo sviluppo del centro».
La proposta è appoggiata anche dai due gruppi di minoranza, Progetto per Castenovo Monti e Movimento 5 Stelle.
Conclude l’associazione: «Partendo da concetti-chiave come territorio, persone, arte, tradizioni e turismo, la nostra idea è quella di una sorta di “museo” nel centro del paese, un luogo accessibile, facilmente raggiungibile da tutti, anche a piedi, che tenga le fila e raccolga tutto quello che merita attenzione dell’Appennino. Un luogo che preveda il censimento di tutti gli artisti (pittori, scultori, scrittori, musicisti, eccetera) e la presenza di una loro opera fissa, stabile; la presenza di opere itineranti, per mostre speciali, installazioni, convegni, incontri; la presenza di varie sale organizzate ad ambito (sala scrittori, sala, scultori, sala pittori, sala presepi) che proiettino produzioni solo locali, della nostra montagna; la presenza di una sala antichità (con reperti della Pietra o della Rocca di Minozzo); la presenza di un punto ristoro (solo caffetteria, come nei musei d’oltralpe) e annesso un punto vendita di prodotto esclusivamente locali, di piccoli oggetti d’artista e libri di autori, tutti locali, per chi a fine visita decide di portarsi a casa un pezzetto d’Appennino. Imprescindibile la presenza di un punto informativo (come c’è in tutte le città), dove chiedere informazioni, trovare dépliant, sapere a chi e dove rivolgersi per trovare qualcosa, e la presenza di una sala per incontri e conferenze».
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