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«Vogliono stravolgere la nostra cultura»

«Vogliono stravolgere la nostra cultura»

Guastalla: Elisa Rodolfi interviene sulle famiglie musulmane contrarie alle lezioni di musica a scuola

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GUASTALLA. «Credo che si possa parlare di vera integrazione solo quando i cittadini di origine straniera, a qualsiasi fede appartengano, accettano di osservare le leggi italiane. E’ inaccettabile, il fatto, che per motivi religiosi, debbano essere stravolti programmi didattici o che ci venga imposto di cambiare tradizioni che sono il fondamento delle nostre radici».

Parole e... musica di Elisa Rodolfi, capogruppo di “Per Guastalla” che interviene sulla vicenda delle tre famiglie musulmane che non vogliono che i loro figli frequentino a scuola, l'ora di musica, perché per l’Islam, suonare il flauto o uno strumento a corde “è peccato”.

E la Rodolfi, che domani, all’inizio della seduta del consiglio comunale, chiederà di intervenire fuori ordine del giorno, per avere chiarimenti, aggiunge: «Si può fare integrazione anche attraverso la musica. I nostri bambini devono rinunciare alle recite natalizie, ai canti di Natale perchè offendono l'Islam? E’ giusto questo? Siamo in Italia non in Medio Oriente o in Asia. Se noi dovessimo andare per motivi di lavoro, in questi Paesi, sono sicura che ci farebbero rispettare le loro leggi, come è giusto che sia. Perché pretendere di cambiare le nostre usanze?»

«Già ci sono scuole e luoghi pubblici – prosegue la consigliera di minoranza – dove sono stati tolti i crocefissi, già abbiamo sentito di una scolaresca a cui è stata negata la visita ad una mostra su soggetti religiosi a palazzo Strozzi di Firenze, decisa dagli insegnanti, per non urtare la sensibilità di alcuni studenti musulmani e ora, perchè l’Islam dice che la musica è peccato, chiediamo ai nostri ragazzi di tapparsi le orecchie o di smettere di suonare strumenti?

«L’Italia è la patria della musica. Abbiamo avuto compositori alla stregua di Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Gioacchino Rossini, Gaetano Donizetti. La musica fa parte della nostra cultura. Il peccato è uccidere in nome di qualche religione, persone innocenti, non ascoltare o suonare musica».

Il sindaco Camilla Verona, già nella giornata di sabato scorso, venuta a conoscenza, in qualità di assessore alla Scuola, durante un’assemblea di istituto, della richiesta delle tre famiglie musulmane di esonerare dall'ora di musica, i loro figli, ha già espresso la sua opinione sostenendo che in questi casi “non ci sono deroghe” e “perchè si va contro la legge e la Costituzione italiana”. (m.p.)

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