Fuori pericolo il pedone investito
Ma è polemica a Rivalta sullo stato delle strisce. Tutino: «La verifica è periodica»
REGGIO EMILIA. Se l’è cavata con una prognosi di 30 giorni il 37enne, di nazionalità moldava, investito da una Jaguar condotta da un uomo di 78 anni residente a Reggio Emilia martedì sera verso le 19.30 mentre attraversava la strada, in via Repubblica, nei pressi di un attraversamento pedonale. Resta ricoverato in Medicina d’urgenza ma se la caverà.
Ad accendersi, però, sono le polemiche sulle condizioni degli attraversamenti della strada, a Rivalta.
A scagliarsi contro con l’amministrazione comunale tirando in ballo l’assessore Mirko Tutino è un cittadino, che ieri ha inviato una mail alla Gazzetta e all’assessore in cui denuncia la situazione. «Si è avverato ciò che le avevo predetto con mie mail precedenti - scrive Francesco Trapani - All'altezza di via Orlandini a Rivalta le strisce pedonali sono invisibili, la illuminazione è scarsa: se poi piove o c'è nebbia.... Perché, almeno dove vi sono strisce pedonali, non vengono installate quelle belle luci bianche a led che sono su via Prati Vecchi? Quante strisce invisibili abbiamo a Reggio Emilia? Quanti altri incidenti avremo? Se l'investito fosse stato un suo figlio?Perché non fa fare alla Polizia Municipale una ricerca per segnalare tali invisibili strisce? E buche sulle strade? Mi dice, nella sua cortese risposta di cui ringrazio per la solerzia, che non avete fondi? Mandatene meno a Roma. Prima ci deve essere, almeno e prima di tutto la nostra sicurezza».
La risposta di Tutino non tarda ad arrivare. «Investire un pedone non è cosa normale, nè tantomeno prevista dal Codice della strada: nè sulle strisce nè fuori dalle strisce. La verifica sugli attarversamenti viene fatta periodicamente, o grazie alla Polizia Municipale o grazie alle segnalazioni che arrivano sia dai tecnici del Comune che dai cittadini - scrive l’assessore - Sulla segnaletica e sulle manutenzioni, non a caso, questa giunta ha aumentato le risorse ereditate dai bilanci precedenti».
E conclude: «Tuttavia distrazione e velocità sono le cause degli incidenti, ma vedo che ha lei ha già una riscostruzione dei fatti, ha già una tesi e l'ha anche già comunicata alla stampa. Inutile che scriva l'enorme quantità di risorse che investiamo sulla sicurezza, sulla creazione delle zone 30, sul rallentamento delle auto e che le dica che sono dimezzati i morti nelle strade».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
