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Soldi, appalti, poltrone: parte l’assalto alla Bonifica

Roberto Fontanili
Soldi, appalti, poltrone: parte l’assalto alla Bonifica

Per il rinnovo dell’ente, una mobilitazione senza precedenti che ha due ragioni: Il peso dell’Emilia Centrale in regione e lo scontro nel mondo agricolo reggiano

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REGGIO EMILIA. In ballo c’è ben di più del controllo del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, che comunque è il primo in Italia per contribuzione con i sui 22 milioni di euro l’anno che 230 mila cittadini sparsi nei sessantacinque comuni tra Emilia, Lombardia e Toscana sono obbligati a versare.

C’è innanzi tutto il controllo dell’Anbi regionale, l’associazione che raggruppa la quindicina di consorzi di Bonifica operanti in regione e che è attualmente guidato dalla Coldiretti.

Un ente che attraverso i consorzi di bonifica associati, nel 2015 ha aperto sul territorio regionale oltre seicento cantieri per un importo lavori di oltre 245milioni di euro (di cui 30 milioni solo per i lavori a seguito della rotta del Secchia). In ballo quindi ci sono potere, appalti e i soldi versati dai cittadini e che sono destinati alla difesa del territorio.

A ciò si aggiungono i lavori e gli appalti per conto di altri enti (Governo, Regioni, Protezione Civile) che i Consorzi svolgono prima e sopratutto dopo le calamità naturali che si abbattono sul nostro territorio. Milioni di euro che solo nel Consorzio dell’Emilia Centrale nel 2015 hanno toccato quota 17. Risorse fino ad ora gestite direttamente ed esclusivamente dai rappresentanti de mondo agricolo da sempre “padroni” delle bonifiche. Ma negli anni la situazione è cambiata. Oggi la contribuzione delle categorie extra agricole ha superato quello degli agricoltori.

A versare i contributi obbligatori sono oltre agli imprenditori agricoli anche i proprietari di immobili, artigiani, commercianti, industriali, parti del mondo produttivo che hanno interesse a che i lavori per la difesa del suolo siano fatti, ma che nei consigli dei consorzi non ci siedono.

Infine sullo sfondo, c’è lo anche scontro nel mondo agricolo con la Coldiretti che negli ultimi anni ha deciso di rompere gli schemi e di andare da sola con proprie autonome iniziative e manifestazioni e la prova generale sui futuri assetti delle Camere di Commercio e del Consorzio di Tutela del Parmigiano - Reggiano.

Un movimentismo, quello della Coldiretti, che l’ha portata a scegliere di essere uno dei tre sponsor dell’Albero della vita a Expo 2015 e a costituire sul versante economico una propria centrale cooperativa in contrapposizione con le due storiche centrali di Legacoop e di Unioncoop.

Così come nella nostre zone ha condotto una battaglia solitaria all’interno del Consorzio di Tutela del Parmigiano - Reggiano contro l’attuale presidente Giuseppe Alai. In questo quadro si può spiegare meglio la scelta della Coldiretti reggiana (retta da un commissario da circa un anno) di andare assieme alla Lapam Confartigianato alla conta sulla base delle indicazioni arrivate da Roma. E questo, dopo che nel quinquennio precedente aveva guidato il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale con un proprio uomo, l’ex presidente provinciale della stessa associazione Marino Zani.

Domenica 13 dicembre, intanto, nei 27 seggi previsti nelle province di Reggio, Modena, Parma e Mantova, si voterà dalle 8 alle 18 e i contribuenti potranno decidere di votare e scegliere.

La prima lista “Terracaqua” indica come presidente l’ex assessore provinciale alla Agricoltura Roberta Rivi e ha inserito tra i propri candidati i rappresentanti di Cia, Confagricolura, Ugc Cisl, cooperazione agricola di Legacoop, Unioncoop, Unione industriali, Cna, Confcommercio, Confesercenti, Cna e piccoli proprietari di immobili.

La seconda lista “Bonifica e Suolo” è invece sostenuta da Coldiretti e Lapam Confartigianato, e indica per la presidenza il veterinario di Correggio Ugo Franceschini e in questa lista la quasi totalità dei candidati è costituita da imprenditori agricoli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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