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Aemilia, Sarcone parla davanti al giudice

L’imprenditore di Bibbiano ha chiesto di essere interrogato, in aula ha respinto l’accusa di essere parte del clan

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REGGIO EMILIA. Dopo lo sciopero degli avvocati penalisti, la scorsa settimana, ieri è ripreso a Bologna il processo Aemilia. Un’udienza fiume, nel padiglione 19 delle Fiere, dove a essere sentito, su sua richiesta, è stato Gianluigi Sarcone.

L’imprenditore di Bibbiano, difeso dagli avvocati Stella Pancari e Stefano Vezzadini, ha voluto essere ascoltato dal giudice Francesca Zavaglia per difendersi dalle accuse che gli vengono mosse dall’accusa: a partire da quella di essere parte integrate del sodalizio, per via di essere stato a disposizione del fratello Nicolino Sarcone e di aver partecipato alle riunione dei massimi esponenti dell’ndrangheta emiliana.

Era lunga la lista di posizioni ieri trattate in udienza. Una lunga serie di richieste di non luogo a procedere quella che si è sentita pronunciare dagli avvocati difensori.

Come per Gianni Floro Vito, difeso anch’esso da Pancari e Vezzadini. E’ l’uomo considerato in costate contatto con gli associati, in rapporti continui con Giuseppe Giglio, Carmine Belfiore e Mario Vulcano nella gestione di attività di usura ed estorsione. La difesa per lui punta al proscioglimento.

Così come Eugenio Sergio, difeso dall’avvocato Giuseppe Migale Ranieri, accusato assieme a Antonio Valerio e Gaetano Blasco di una serie di reati aggravati dall’associazione. Sono sei i capi di imputazione, sugli 11 iniziali, rimasti a suo carico. Migale Ranieri ha evidenziato come su questi si sia formato un giudicato cautelare positivo: il gip non ha disposto misure e il pm non ha mai impugnato. L’avvocato Federico De Belvis ha chiesto il non luogo a procedere per il carabiniere Alessandro Lupezza e, con l’avvocato Romano Corsi, per Alfonso Paolini.

Ma la sensazione è anche che molti di quelli che hanno rinunciato a patteggiamenti e abbreviati, si giocheranno tutto a dibattimento. Come Alfonso Mendicino e Salvatore Silipo, difesi dall’avvocato Mattia Fontanesi, Salvatore Brugnano difeso dall’avvocato Luigi Colacino.

Si torna in aula oggi, per un’altra udienza fiume nel corso della quale parleranno ancora le difese. Sono le ultime battute. A gennaio, arriverà il verdetto del gup Zavaglia. Poi, inizieranno i procedimenti con rito abbreviato. (el.pe)

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