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Spese pazze in Regione, il gup: "Barbieri non fece uso personale dei fondi"

Spese pazze in Regione, il gup: "Barbieri non fece uso personale dei fondi"

Le motivazioni della sentenza con cui lo scorso 13 novembre è stato assolto l'ex consigliere regionale reggiano, che aveva scelto il rito abbreviato

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REGGIO EMILIA. Nei confronti del deputato Pd Matteo Richetti, di Anna Pariani e Marco Barbieri, come lui consiglieri regionali in Emilia-Romagna in carica nella scorsa legislatura, «non risulta la prova di una condotta appropriativa», integrata «dall'aver utilizzato fondi pubblici per una destinazione privata e personale», diversa da quella prevista normativamente.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12438875:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/11/13/news/spese-pazze-in-regione-assolto-l-ex-consigliere-pd-marco-barbieri-1.12438875]]

È la conclusione a cui arriva il Gup Letizio Magliaro, nella motivazione della sentenza che il 13 novembre ha assolto i tre perché il fatto non sussiste, dall'accusa di peculato per i rimborsi tra il 2010 e il 2011.

Richetti, Pariani e Barbieri hanno scelto l'abbreviato, mentre altri 13 sono stati rinviati a giudizio. Lo stesso giorno è stato assolto anche Roberto Sconciaforni, ex capogruppo Fds. Nelle ampie motivazioni, il giudice si sofferma sulla normativa regionale in vigore all'epoca dei fatti, che «non tipizzava in alcun modo né le attività proprie dei Gruppi consiliari, né, tanto meno, le spese consentite per svolgere tale attività».

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