Gazzetta di Reggio

Reggio

Capitale del cibo Parma ottiene lo scettro Unesco

Capitale del cibo Parma ottiene lo scettro Unesco

I cugini nominati «città creativa per la gastronomia» E Reggio sta a guardare. Soddisfatto il ministro Martina

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. In Emilia si mangia bene ovunque. Ma qual è la città che ora può vantare di essere capitale dell'enogastronomia? La risposta è... Parma. I cugini parmigiani sono infatti riusciti ad essere ufficialmente proclamati dall'Unesco «città creativa per la gastronomia». E Reggio sta a guardare. È la prima volta che una città italiana ottiene questo prestigioso riconoscimento. Il negoziato è durato circa sei mesi. La notizia è stata comunicata al sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, da Irina Bokova, direttore generale Unesco. Si conclude così positivamente l'iter avviato in primavera e concretizzatosi il 10 novembre con la presentazione della candidatura a Parigi.

Insieme al Comune di Parma - che ha coordinato l'intera operazione attraverso l'assessorato alle attività produttive - hanno lavorato tutte le istituzioni e le associazioni della città, senza dimenticare il contributo dell'associazione di cuochi "Chef to Chef" e il sostegno della Regione. «Sono particolarmente soddisfatto di questo risultato che aiuterà non solo Parma ma tutto l'agroalimentare italiano per contrastare anche quei fenomeni di Italian sounding che fanno delle nostre produzioni tipiche le più imitate al mondo». Così il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, commenta la proclamazione. Per il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, «un riconoscimento che premia tutta l'Emilia-Romagna. Come Regione abbiamo creduto in questa candidatura e l'abbiamo sostenuta».

Col riconoscimento di Parma città creativa della gastronomia, sottolinea Pier Luigi Petrillo, conduttore del negoziato per il ministero, l’Unesco «ha voluto riconoscere l'unicità di produzioni tipiche come il Parmigiano Reggiano o il Prosciutto di Parma e, al tempo stesso, la maestria di uomini e donne che, di generazione in generazione, hanno tramandato arti creative connesse, ad esempio, alla preparazione di speciali paste ripiene».

L'Unesco, continua il giurista che ha scritto il dossier di candidatura, «ha premiato non solo un modello di gestione integrata della città basato su una continua collaborazione tra istituzioni e imprenditoria, ma anche e soprattutto la capacità creativa dei parmigiani che nei secoli hanno saputo dare vita a un elenco di prodotti alimentari unici».

Nelle scorse settimane, durante i lavori dell'assemblea Unesco, la città di Parma insieme all'ambasciatrice Unesco, Vincenza Lomonaco e al coordinatore del negoziato, Pier Luigi Petrillo, avevano organizzato a Parigi un evento di supporto alla candidatura. Le altre città proclamate sono: Bergen in Norvegia, Belem in Brasile, Burgos in Spagna, Phuket in Spagna.

«Si tratta di un riconoscimento dovuto per tutelare il buon nome di una città che è sinonimo di buona alimentazione nel mondo dove il termine Parma è il più usurpato per indicare produzioni che nulla hanno a che fare con il territorio, dal Parmesan statunitense al Parma salami messicano fino al Prosciutto di Parma del Canada». È quanto afferma la Coldiretti nell'esprimere «apprezzamento» per la proclamazione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google