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in consiglio comunale

Ma i referendari giocano la carta Riccardo Petrella

REGGIO EMILIA. A presentare lunedì in consiglio la mozione popolare per la ripubblicizzazione elaborata dal Comitato Provinciale Acqua bene comune (che ha raccolto circa 4mila firme), sarà...

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REGGIO EMILIA. A presentare lunedì in consiglio la mozione popolare per la ripubblicizzazione elaborata dal Comitato Provinciale Acqua bene comune (che ha raccolto circa 4mila firme), sarà Riccardo Petrella.

Il presidente dell’Istituto Europeo di ricerca sulla politica dell’Acqua a Bruxelles, professore emerito dell’Università Cattolica di Lovanio (Belgio) e considerato pioniere dell’acqua pubblica in Europa, farà un ultimo disperato tentativo di fermare la decisione dei sindaci reggiani di adottare il Piano Caia-Vecchi.

I referendari sperano almeno di aprire un qualche varco all’interno del Pd e, con l’appoggio dei gruppi di opposizione e Sel, di ottenere un ampio fronte a sostegno della ripubblicizzazione. Che hanno ricordato ieri, «è un impegno elettorale che tutti i sindaci, compreso Vecchi hanno assunto».

In risposta all’ipotesi Caia (che propone la creazione di una società pubblico - privata per la gestione del servizio idrico), il Comitato risponde «con la richiesta di costituire un’azienda speciale totalmente pubblica». Una sorta di consorzio tra i 45 comuni reggiani che funziona ed è in tutto e per tutto come pubblica, mentre denunciano «che il piano Caia presentato come una soluzione innovativa sul piano europeo non è altro che una scatola vuota. Un contenitore pubblico per andare verso una privatizzazione dell’acqua».

Ieri Rosa Ruffini, Emiliano Codeluppi, Daniele Lonidetti, Massimo Corbetti, del Comitato, con l’appoggio di Cesare Bellentani (Lista Magenta), Gianni Bertucci (M5S) e don Daniele Benatti del Centro missionario diocesano, hanno sostenuto che «i sindaci andranno a votare con gli occhi bendati e che a trarre beneficio da questa scelta non saranno cittadini, lavoratori e i Comuni, ma solo Iren e sulla base di un piano che non sarà discussa nei consigli comunali. Uno specchietto per le allodole che lascia irrisolti troppi interrogativi».

Fra questi, come sarà il contratto di servizio, i profitti del socio privato, la durata della concessione. Così come non sono definiti in quale società saranno inquadrati i lavoratori e le sanzioni previste se gli investimenti non saranno rispettati. (r.f.)

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