«A Reggio la cooperazione ha commesso tanti errori, ma senza dolo»
Al Fuori Orario di Gattatico il presidente nazionale ha preso parte alla riunione del direttivo di Legacoop Emilia Ovest
REGGIO EMILIA. Il presidente nazionale di Legacoop Mauro Lusetti ha partecipato venerdì scorso alla Direzione di Legacoop Emilia Ovest che si è svolta al Fuori Orario di Taneto di Gattatico. Un’occasione per fare il punto sulla cooperazione reggiana attraversata negli ultimi anni da profonde crisi aziendali e per capire cosa sia diventato oggi il movimento cooperativo.
Presidente partiamo da un rapido bilancio dopo l’unificazione...
«E’ stato il primo anno e ne sono capitate di tutti i colori. Il rinnovamento ha portato a risultati positivi da parte di coloro che hanno ereditato la gestione da Simona Caselli. Hanno saputo produrre innovazione nella capacità di gestire una situazione non facile. Un giudizio non solo mio ma accompagnato da quello della Direzione di Legacoop Emilia Ovest».
Parliamo della situazione a Reggio. La crisi di Cormo e Coopsette, si sono sentiti giudizi molto duri sul management.
«Li ho letti anch’io e non li condivido. Le difficoltà di Coopsette e Cormo sono anche il frutto di una situazione di crisi generalizzata nel settore privato e cooperativo. Poi però ci sono realtà che dimostrano vitalità incredibili. Penso a Cir, Coopelios, Coopservice e alla nascita di Alleanza 3.0, che diventerà la più grande realtà europea tra coop di consumo. Non credo che la cooperazione sia un movimento asfittico, ma come la società italiana ha attraversato la crisi e sta reagendo con vitalità. E seppur costellata da errori, la cooperazione resta una delle principali risorse di questa provincia».
Lei sostiene che la cooperazione ha saputo reagire alla crisi, ma ha ancora un futuro?
«Sono fermamente convinto che abbia saputo reagire e che abbia potenzialità incredibili. Nel mondo c’è voglia di cooperazione, anche nelle aziende private. Dobbiamo trovare la capacità di progettare un’organizzazione che rappresenti tutti i cooperatori e non è un caso se i dati del consolidato 2014 e le previsioni 2015 segnano una crescita dell’occupazione e il mantenimento delle quote di mercato. Vorrei anche dire che in questo momento di crisi siamo stati il più grande pagatore di imposte e che i vantaggi fiscali sono limitati».
C’è però chi afferma che la cooperazione sia sottocapitalizzata...
«Fatto 100 il totale del prestito sociale delle cooperative, quelle di consumo raccolgono da sole oltre il 90% e all’interno dei parametri richiesi dalle normative, perciò il dato della nostra sottocapitalizzazione non si pone».
Si pone però quello del ricambio generazionale.
«Il ricambio ha già cominciato con il recente congresso. Metà degli organismi dirigenti sono stati oggetto di ricambio di genere e generazionale. Ma nel rispetto delle nostre regole e non perché siamo affascinati dalla rottamazione».
Cioè non è renziano?
«Non ho etichette e tessere. Ma è un dato di fatto e non di merito, per il resto un oggettivo ricambio generazionale è in atto».
Nella cooperazione chi sbaglia paga come molti soci si aspettano?
«Abbiamo commissariato Legacoop del Lazio non tanto per Mafia capitale ma perché si era prodotto un dissesto economico finanziario. Alla Cpl Concordia è stata avviata un’azione di responsabilità verso alcuni vecchi amministratori. Due esempi di una logica non punitiva, ma di responsabilità verso i soci e il mondo che rappresentiamo. La reputazione è una cosa che ognuno deve sentire sulle proprie spalle».
Accadrà la stesso anche a Reggio?
«Le azioni di responsabilità sono fatte verso chi ha agito con un intento di dolo e a Reggio mi sentirei di escluderlo. Sono però tranquillo che se si dovessero accertare responsabilità si agirebbe di conseguenza. Su questi temi a livello nazionale abbiamo alzato molto l’asticella».
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