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Fism, rimborsi contestati causa contro l’ex presidente

Fism, rimborsi contestati causa contro l’ex presidente

Sciotti trascinata in tribunale dal cda della federazione delle scuole cattoliche Il cda chiede indietro circa 100 mila euro. La difesa: «Non c’è nulla di irregolare»

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REGGIO EMILIA. Le contestano il rimborso spese percepito negli ultimi 10 anni dalla Fism, federazione delle scuole cattoliche, della quale è stata presidente per venti lunghi anni, fino al cambio al vertice avvenuto l’anno scorso. Si parla di un contenzioso rilevante, da 100mila euro, come anticipato da Prima Pagina, oggetto ora di una causa civile intentata dalla Fism a Mariannina Sciotti, questione spinosa che rischia di alzare un polverone. La Fism è una propaggine di spicco del mondo cattolico, che eroga fondi alle scuole raccolti dalle istituzioni territoriali nel bene dell’istruzione, diritto garantito tramite lauti contributi. Solo il comune, secondo il piano 2015-2019, assicura finanze per 1,5 milioni di euro l’anno, a sostegno delle scuole cattoliche della Fism, il cui cda guidato ora da Sandra Rompianesi, ha deciso di agire in giudizio contro l’ex presidente Sciotti, difesa dall’avvocato Paola Mescoli Davoli. «Occorre valutare se una persona che dedica tutte le sue giornate ad una associazione per ottenere contributi o interventi a favore delle scuole private da parte di enti pubblici o privati, abbia diritto ad un rimborso spese, qualunque sia la natura dell'associazione, di volontariato o no» tiene a precisare l’avvocato che difende Sciotti in sede civile. Non ci sono infatti rilievi penali, trattandosi di una questione interna alla federazione, e che dovrebbe portare a una risoluzione transattiva, successiva a una perizia sulle note spese e i relaviti rimborsi contestati all’ex numero uno. «Si fa presente che anche chi opera in un'associazione di volontariato ha diritto per legge e per giurisprudenza al rimborso delle spese - afferma l’avvocato di parte - Occorre altresì valutare se nel rimborso spese si debba comprendere anche il tempo che si sottrae ad attività remunerativa». La Sciotti ha quindi chiesto una consulenza tecnica d'ufficio per valutare se i rimborsi percepiti siano o no adeguati al lavoro svolto e al tempo impiegato. «Si tratta di rimborsi spese ben noti ai vari consigli incaricati de iure della gestione e della redazione del bilancio. Sul piano personale lascia molto amareggiati la richiesta svolta nei confronti di una persona che ha dedicato vent'anni della propria vita ad una associazione della quale si è fatta carico come e più della propria famiglia».

Invece che risolvere la questione direttamente tra le parti, senza far intervenire un giudice, è stata effettuata la scelta forse più dolorosa, giunta ora a conoscenza dell’opinione pubblica. Rompianesi e la Fism, seguiti dall’avvocato Giorgio Notari - lo stesso legale della Curia - vogliono però vederci chiaro affidandosi al giudizio del tribunale di Reggio.

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