Aperta la Porta Santa «È il tempo del perdono»
Il vescovo Camisasca presiede la funzione davanti a una folla straordinaria Piazza Prampolini gremita di fedeli in fila per prendere un posto nella cattedrale
REGGIO EMILIA. «Aprite le porte della giustizia. Entrerò a rendere grazie al Signore». Con queste parole il vescovo, Massimo Camisasca, ha dato il segnale di apertura della Porta della Misericordia, nel Duomo cittadino, di fronte ad una folla straordinaria di fedeli. Almeno un migliaio le persone che non sono riuscite a prendere posto durante la funzione religiosa. Appena l’enorme portone in legno, alto circa sei metri, si è dischiuso, Camisasca è rimasto per qualche attimo in silenziosa preghiera. Poi è tornato sui propri passi per mostrare al popolo che gremiva piazza Prampolini il libro del Vangelo e annunciare a gran voce: «È questa la porta del Signore per ottenere misericordia e perdono».
Infine, preceduto da una altissima Croce, ha percorso la navata centrale ed è salito all’altare dove ha dato avvio alla celebrazione eucaristica con una implorazione: «Guarda Padre il tuo popolo». La cerimonia, come noto, ha segnato l’inaugurazione diocesana del Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco. Un Giubileo che viene a 50 anni del Concilio Ecumenico Vaticano II. La ricorrenza cristiana ha preso avvio nel primo pomeriggio all’interno della basilica della Ghiara, anche questa invasa da una marea di fedeli. E da qui, con grande puntualità, alle 15.30 si è formato in corso Garibaldi, appena sgombrato dalla Maratona, un lungo corteo aperto da circa 250 fra sacerdoti (in abito talare bianco con una fascia color viola) e diaconi che hanno preceduto le Dame ed i Cavalieri del Santo Sepolcro.
In processione, accanto ad alcune suore e a diversi disabili accompagnati, si è infine incolonnato il popolo in preghiera. Molti portavano una candela accesa in mano. Per tutto il percorso, lungo la via Emilia sino alla facciata del Duomo, un impianto ha diffuso canti, inni e preghiere che ricordavano la straordinarietà dell’evento e l’importanza di varcare la Porta Santa per ottenere il perdono dei peccati.
«Partecipate – diceva una voce femminile – con pensiero di amore e tenerezza, abbandonando ogni timore, per incontrare il Padre e la sua grazia che trasforma». Durante il rito eucaristico, il gesto delle offerte per la Caritas e la consegna del crocefisso della misericordia ai rettori di santuari e chiese della diocesi, che nell’anno giubilare avranno il titolo di “chiese della riconciliazione”. Va infine ricordato che, per il vescovo Camisasca, la ricorrenza ha assunto una speciale importanza considerando la pressochè esatta coincidenza con il quarantesimo della sua ordinazione sacerdotale.
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