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Bonifica, affluenza record per il rinnovo delle cariche

Bonifica, affluenza record per il rinnovo delle cariche

Al voto circa 13 mila reggiani, pari al 5% degli aventi diritto: nel 2010 votò l’1% Testa a testa fra Rivi e Franceschini, il conteggio si è protratto fino a tarda ora

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REGGIO EMILIA. Precedute da un battage mediatico senza precedenti, figlio di una competizione accesa come mai era stata in passato, si sono celebrate ieri le elezioni per il rinnovo delle cariche all’interno del Consiglio direttivo del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale. Ed è stato un testa a testa vero e proprio tra le due liste, che ha costretto a un riconteggio delle schede in tarda serata per evitare errori. L’ufficialità giungerà oggi per bocca dei vertici, che non si sono voluti sbilanciare. Il risultato certo è l’aumento degli elettori, divisi per i 27 seggi allestiti all’uopo. Qualcosa come oltre 13mila reggiani. Questa la stima fatta ieri sera alle 20, nel suo ufficio di Corso Garibaldi, mentre era in corso lo spoglio delle schede, dal direttore del Consorzio, Domenico Turazza.

Un numero quello dei votanti di ieri che equivale al 5% degli aventi diritto. Se parlassimo di elezioni politiche, saremmo di fronte a una sorta di Caporetto. Questo invece, per la Bonifica è un trionfo. Basti pensare che nel 2010, quando si era votato per l’ultima volta, l’affluenza si era fermata all’1%. In lizza c’erano due liste contrapposte: da una parte la lista "TerrAqua" candida l'ex assessore provinciale all'Agricoltura, Roberta Rivi, che raggruppa tutte le categorie di contribuenti (agricoltori, artigiani, commercianti, industriali, cooperative e piccoli proprietari immobiliari) e le relative organizzazioni: Cia, Confagricoltura, Cisl, Unindustria, Cna, Confcommercio, Confesercenti, Asppi; la seconda "Bonifica e suolo" che candida invece l'imprenditore agricolo di Correggio, Ugo Franceschini, ed è sostenuta da Coldiretti e da Lapam Confartigianato. L’alta affluenza, ma anche il sistema di voto, hanno poi contribuito a creare qualche coda ai seggi. Se è vero che il voto era di per sè banale (si votava una lista, senza preferenze), più macchinose erano le operazioni pre-voto, con il votante che votava tante volte quante erano le quote catastali di cui era titolare. Luca Vecchi, ad esempio, in quanto sindaco del Comune Capoluogo, ha dovuto ritirare una sessantina di schede e il legale rappresentante di Unieco una quarantina. Non basta: per aver diritto al voto, occorreva risultare in regola con il pagamento dei bollettini. E anche in questo caso, la situazione di ciascun elettore, è stata verificata - per via telematica - prima che questi votasse.

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