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Vittoria sul filo, il Consorzio di Bonifica rischia la paralisi

di Enrico Lorenzo Tidona
Vittoria sul filo, il Consorzio di Bonifica rischia la paralisi

Avanti per una manciata di voti il ticket Coldiretti-Lapam: consiglio spaccato. Fiume di deleghe alle urne: è polemica

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REGGIO EMILIA. Tredici a tredici. Potrebbe finire così, con un clamoroso pareggio e tra mille polemiche, la sfida tra le due liste che si sono contese domenica alle urne i 26 scranni messi in palio con il rinnovo del consiglio del Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale.

A vincere, sulla carta, è stato il ticket Coldiretti e Lapam-Confartigianato, che hanno portato a casa con la loro Lista 2 Bonifica e Suolo un totale di 6.679 preferenze contro le 6.488 preferenze andate al plotone avversario uscito sconfitto e formato da Cia, Confagricoltura, Copagri, Fedagri/Confcooperative e Legacoop agroalimentare, dall'associazione piccoli proprietari immobiliari (Asppi), Cna, Confcommercio, Confesercenti, Unindustria, Confcooperative e Legacoop. Appena 191 voti di differenza, che dovrebbero portare all’elezione alla presidenza dell’imprenditore agricolo Ugo Franceschini, che ha battuto in volata l’ex assessore provinciale all’agricoltura Roberta Rivi.

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TRE POLTRONE IN BILICO. La questione, però, per decidere a chi andrà il bastone del comando dell’ente (crocevia di interessi e primo in Italia per contribuzione con i sui 22 milioni di euro l'anno e 230 mila cittadini contributori sparsi nei 65 comuni tra Emilia, Lombardia e Toscana) non è di semplice soluzione. I 13.167 votanti che si sono presentati domenica alle urne - quintuplicati rispetto al passato - hanno portato all’assegnazione di 10 seggi a testa in consiglio.

Secondo il regolamento, verrà assegnato un premio di maggioranza alla Lista 2, che ha ricevuto 191 preferenze in più e che porterebbe la Coldiretti ad avere 13 uomini in consiglio. Ciò non basta però per assicurare la piena governabilità: altri tre scranni verranno infatti assegnati su indicazione dei comuni del territorio, che sono tutti in quota Pd e dovrebbero propendere quindi per la Lista 1, quella targata Cia. Risultato: 13 consiglieri contro 13, che equivarrebbe all’impasse totale.

SERVE UN ACCORDO. Il caos di questa tornata elettorale sarebbe stato generato dall’accordo tra Cia e Coldiretti - le due “litiganti” di maggior peso in questa partita - che è saltato dopo il commissariamento della Coldiretti di Reggio Emilia. Ciò costringe ora le due liste a cercare probabilmente un accordo post elezioni, cosa che solitamente avveniva prima di andare alle urne, altrimenti dovrà intervenire la Regione.

Un nodo scomodo, questo, perché la Bonifica è sempre meno appannaggio del solo mondo dell’agricoltura e sempre più della società civile e dell’ambiente in generale (leggasi alluvioni, inondazioni, frane e altri eventi ormai all’ordine del giorno). Temi caldi sui quali è meglio non fare brutta figura con i cittadini, facendo trasparire una mera lotta di potere che di questi tempi sarebbe impopolare.

FARO SULLE DELEGHE. Il boom di elettori che si sono presentati ai seggi è di per se una buona notizia. Nessuno ammette apertametne che è in atto un disputa sui voti, ma nella Lista 1 la rabbia è forte. C’è chi chiede una verifica sulle centinaia di deleghe portate alle urne, che chi dice che c’erano file troppo lunghe e che le schede erano poche. A Novi di Modena sono stati chiamati i carabinieri. Altra polemica riguarda l’interessamento della curia reggiana alla partita offrendo una sponda alla Coldiretti. E non manca chi paventa di voler risolvere la questione in tribunale con un esposto.

LA MANO TESA. La Lista 2 afferma con Franceschini «la presenza del voto popolare in apprezzamento ad un lavoro di squadra e ad un programma chiaro e per punti». Per la Coldiretti, scrivono Vito Amendolara e Assuero Zampini (delegato confederale e direttore della Coldiretti di Reggio), «il risultato conferma la scelta fatta nella riforma del sistema elettorale, sostenuto fortemente da Coldiretti, di aprire la consultazione a tutte le categoria per incrementare il livello di democrazia nel governo della bonifica».

Roberta Rivi dichiara in giornata di «prendere atto del risultato, che è di sostanziale parità» esprimendo poi un forte richiamo «al senso di responsabilità per evitare l’impasse». La risposta a distanza della lista vincitrice porta in calce il «sì agli appelli al lavoro assieme ma anche con gli enti pubblici: sbaglia chi somma il voto dei sindaci da questa o da quell’altra parte, perché da sempre oltre alle contrapposizioni ideologiche il consiglio lavora per il bene della collettività».

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