Vittoria sul filo, il Consorzio di Bonifica rischia la paralisi
Avanti per una manciata di voti il ticket Coldiretti-Lapam: consiglio spaccato. Fiume di deleghe alle urne: è polemica
REGGIO EMILIA. Tredici a tredici. Potrebbe finire così, con un clamoroso pareggio e tra mille polemiche, la sfida tra le due liste che si sono contese domenica alle urne i 26 scranni messi in palio con il rinnovo del consiglio del Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale.
A vincere, sulla carta, è stato il ticket Coldiretti e Lapam-Confartigianato, che hanno portato a casa con la loro Lista 2 Bonifica e Suolo un totale di 6.679 preferenze contro le 6.488 preferenze andate al plotone avversario uscito sconfitto e formato da Cia, Confagricoltura, Copagri, Fedagri/Confcooperative e Legacoop agroalimentare, dall'associazione piccoli proprietari immobiliari (Asppi), Cna, Confcommercio, Confesercenti, Unindustria, Confcooperative e Legacoop. Appena 191 voti di differenza, che dovrebbero portare all’elezione alla presidenza dell’imprenditore agricolo Ugo Franceschini, che ha battuto in volata l’ex assessore provinciale all’agricoltura Roberta Rivi.
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TRE POLTRONE IN BILICO. La questione, però, per decidere a chi andrà il bastone del comando dell’ente (crocevia di interessi e primo in Italia per contribuzione con i sui 22 milioni di euro l'anno e 230 mila cittadini contributori sparsi nei 65 comuni tra Emilia, Lombardia e Toscana) non è di semplice soluzione. I 13.167 votanti che si sono presentati domenica alle urne - quintuplicati rispetto al passato - hanno portato all’assegnazione di 10 seggi a testa in consiglio.
Secondo il regolamento, verrà assegnato un premio di maggioranza alla Lista 2, che ha ricevuto 191 preferenze in più e che porterebbe la Coldiretti ad avere 13 uomini in consiglio. Ciò non basta però per assicurare la piena governabilità: altri tre scranni verranno infatti assegnati su indicazione dei comuni del territorio, che sono tutti in quota Pd e dovrebbero propendere quindi per la Lista 1, quella targata Cia. Risultato: 13 consiglieri contro 13, che equivarrebbe all’impasse totale.
SERVE UN ACCORDO. Il caos di questa tornata elettorale sarebbe stato generato dall’accordo tra Cia e Coldiretti - le due “litiganti” di maggior peso in questa partita - che è saltato dopo il commissariamento della Coldiretti di Reggio Emilia. Ciò costringe ora le due liste a cercare probabilmente un accordo post elezioni, cosa che solitamente avveniva prima di andare alle urne, altrimenti dovrà intervenire la Regione.
Un nodo scomodo, questo, perché la Bonifica è sempre meno appannaggio del solo mondo dell’agricoltura e sempre più della società civile e dell’ambiente in generale (leggasi alluvioni, inondazioni, frane e altri eventi ormai all’ordine del giorno). Temi caldi sui quali è meglio non fare brutta figura con i cittadini, facendo trasparire una mera lotta di potere che di questi tempi sarebbe impopolare.
FARO SULLE DELEGHE. Il boom di elettori che si sono presentati ai seggi è di per se una buona notizia. Nessuno ammette apertametne che è in atto un disputa sui voti, ma nella Lista 1 la rabbia è forte. C’è chi chiede una verifica sulle centinaia di deleghe portate alle urne, che chi dice che c’erano file troppo lunghe e che le schede erano poche. A Novi di Modena sono stati chiamati i carabinieri. Altra polemica riguarda l’interessamento della curia reggiana alla partita offrendo una sponda alla Coldiretti. E non manca chi paventa di voler risolvere la questione in tribunale con un esposto.
LA MANO TESA. La Lista 2 afferma con Franceschini «la presenza del voto popolare in apprezzamento ad un lavoro di squadra e ad un programma chiaro e per punti». Per la Coldiretti, scrivono Vito Amendolara e Assuero Zampini (delegato confederale e direttore della Coldiretti di Reggio), «il risultato conferma la scelta fatta nella riforma del sistema elettorale, sostenuto fortemente da Coldiretti, di aprire la consultazione a tutte le categoria per incrementare il livello di democrazia nel governo della bonifica».
Roberta Rivi dichiara in giornata di «prendere atto del risultato, che è di sostanziale parità» esprimendo poi un forte richiamo «al senso di responsabilità per evitare l’impasse». La risposta a distanza della lista vincitrice porta in calce il «sì agli appelli al lavoro assieme ma anche con gli enti pubblici: sbaglia chi somma il voto dei sindaci da questa o da quell’altra parte, perché da sempre oltre alle contrapposizioni ideologiche il consiglio lavora per il bene della collettività».
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