Botti a Capodanno, Tutino prende tempo
Gli animalisti manifestano: serve un’ordinanza. Su Facebook centinaia di post pro e contro
REGGIO EMILIA. L'assessore a Infrastrutture del Territorio e Beni comuni del Comune di Reggio Emilia Mirko Tutino è intervenuto durante la seduta di Consiglio comunale di ieri in risposta all'interpellanza della consigliera Lucia Lusenti (Sel) sul divieto di utilizzo di petardi, botti e artifici pirotecnici di ogni genere a Capodanno e per le feste. Mentre davanti al municio veniva organizzato un presidio per dire no a botti e fuochi d’artificio.«Da alcuni anni il tema del divieto di utilizzo di botti per i festeggiamenti dell'ultimo dell'anno - ha detto l'assessore Tutino - è presente nelle discussioni di molte amministrazioni italiane. Tra il 2013 e il 2014, le città che ne vietarono l'utilizzo furono circa ottocento, comprese città metropolitane come Milano. Altre città, quali Roma e Firenze, fecero invece appello al buon senso dei propri cittadini, vista l'impossibilità di controllare ogni luogo o balcone». «Sentito il sindaco e l'assessore alla sicurezza - ha sottolineato Tutino - c'è la nostra disponibilità a valutare l'emanazione di un'ordinanza, così come l'inserimento di specifiche prescrizioni da inserire negli strumenti che, in via strutturale, regolamentano il rumore. É già stato avviato un primo confronto con le forze dell'ordine e con il prefetto nel corso dell'ultimo incontro del Comitato sicurezza ed ordine pubblico. La necessità di coinvolgere le forze dell'ordine nasce dal fatto che un'ordinanza redatta senza un accordo con chi deve effettuare i controlli, sarebbe inutile. Nei prossimi giorni - ha concluso l'assessore Tutino - completeremo queste verifiche prima di emanare un'ordinanza». «Nelle città di Parma e Piacenza - ha fatto il punto della situazione Tutino - le ordinanze non sono state emanate, mentre ci risulta che si stia valutando seriamente l'ipotesi a Modena». E sulla pagina Facebook della Gazzetta, ieri sera erano già centinaia i post attraverso i quali si contrapponevano le due “fazioni”: pro e contro i botti.
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