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Capodanno a Reggio: botti vietati ma non... la festa pirotecnica

di Evaristo Sparvieri
Capodanno a Reggio: botti vietati ma non... la festa pirotecnica

Il Comune indeciso su cosa fare: da un lato prepara i “suoi” fuochi artificiali, dall’altro vuole vietarli agli altri

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REGGIO EMILIA. In Comune hanno già pronta una bozza. Ma, prima di emettere ufficialmente l’ordinanza, si attenderà di effettuare una consultazione con le forze dell’ordine, con l’obiettivo di non pubblicare divieti senza le necessarie garanzie sui controlli.

In ogni caso, dall’eventuale divieto di utilizzo di petardi, botti e artifici pirotecnici di ogni genere, in occasione di Capodanno, sarebbero esclusi i fuochi della festa organizzata in piazza dal Comune. L’intera partita è nelle mani dell’assessore alla Sicurezza, Natalia Maramotti, organizzatrice anche del programma di festeggiamenti in centro storico per la notte di San Silvestro: un programma da ufficializzare, che per ora prevede il concerto di una band in piazza Martiri e un piccolo spettacolo pirotecnico per festeggiare l’arrivo del 2016, secondo un appuntamento tornato solo l’anno scorso ad accompagnare il veglione dei reggiani.

Che, sempre l’anno scorso, hanno festeggiato senza il divieto di botti, tornato invece in questi giorni ad accendere la discussione dopo l’interpellanza in Sala Tricolore della consigliera comunale Sel, Lucia Lusenti: un dibattito in concomitanza con un presidio degli animalisti, che hanno manifestato davanti al municipio proprio per dire no a botti e fuochi d’artificio.

A rispondere all’interpellanza in consiglio, l’assessore all’Ambiente, Mirko Tutino, con delega al benessere animale, che di fatto ha preso tempo, ricordando che a Parma e Piacenza le ordinanze non sono state emesse e che l’anno scorso solo un paio di amministrazioni reggiane su 45 avevano pubblicato ordinanze. Lo stesso Tutino – di per sè favorevole all’ordinanza – avrebbe già portato la questione all’attenzione della Prefettura in occasione dell’ultima riunione del comitato ordine e sicurezza pubblica.

La palla, tuttavia, è ora nelle mani di Maramotti, che ha il compito di capire fino a che punto sia possibile far rispettare le prescrizioni inserite nel documento, scongiurando così l’ipotesi che ci si trovi di fronte ad un testo che poi si potrebbe rivelare inutile: «Le ordinanze sono documenti sindacali – spiega Maramotti – il sindaco deciderà in tempi brevi».

Tra i favorevoli, c’è la consapevolezza che l’emanazione delle sanzioni avrebbe almeno un effetto deterrente fra la popolazione. Diverso invece il discorso per i fuochi “ufficiali” organizzati dal Comune, che avrebbero comunque il via libera. Anche a discapito delle rimostranze avanzate degli animalisti nel loro presidio di protesta.

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