Gazzetta di Reggio

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Le opere di Alfonso Borghi per la chiesa dell’ospedale

di Martina Riccò
Le opere di Alfonso Borghi per la chiesa dell’ospedale

Montecchio: la nuovissima cappella al centro del “Franchini” è stata consacrata Cerimonia col vescovo Camisasca alla presenza dell’artista e dei progettisti

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MONTECCHIO. «Dalle sue piaghe siete stati guariti». È la frase presa dalla prima lettera di Pietro, e incisa sull’acquasantiera posta all’ingresso, a rivelare il tema ispiratore della nuova cappella dell’ospedale “Franchini” di Montecchio.

Consacrata dal vescovo Massimo Camisasca, la nuova cappella interna dell’ospedale è stata decorata con immagini, realizzate dal noto pittore e scultore Alfonso Borghi, che si rifanno agli episodi di guarigione, sia corporale sia spirituale, della Bibbia.

IL PERCORSO. Il progetto iconografico inizia col “Ciclo dei miracoli”, un breve percorso spirituale formato da quattro dipinti (40x40 centimetri di grandezza) che ripercorre la storia della salvezza partendo dall’elevazione del serpente di bronzo nel deserto (Numeri 21,4-9), proseguendo con l’episodio del buon samaritano (Luca 10,25-35) e la rappresentazione dell’ultima cena (Giovanni 13), terminando con la resurrezione di Gesù (Giovanni 20,1-30). Sul lato opposto della cappella è presente invece il grande dipinto della crocefissione “La Terra Santa” (400x180 centimetri) che esemplifica il tema dei miracoli raccogliendo al suo interno numerose scene di guarigioni anche spirituali (come la risurrezione di Lazzaro, la guarigione dei dieci lebbrosi, il dialogo con la donna adultera).

SALUS INFIRMORUM. La forza della pittura informale del maestro Alfonso Borghi lascia al visitatore la libertà di intravedere e intuire ulteriori scorci salvifici tra gli andamenti irregolari della sua materia. Sul lato dell’ingresso si può osservare una immagine dedicata alla Madonna (100x180 centimetri), di particolare efficacia e contemporaneità, che porta a compimento e conclude l’intero percorso iconografico.

All’esterno della cappella – che è stata costruita proprio al centro della croce che contraddistingue la planimetria dell’ospedale “Franchini” – si trova poi una scultura in bronzo raffigurante Zaccheo che sale sul sicomoro, e riportante la frase: “Gesù rispose a Zaccheo: Oggi la salvezza è entrata in questa casa (Luca 19,9)”.

SPAZIO INTIMO. Le dimensioni ridotte dell’ambiente costringono a disporre le sedute in legno attorno all’altare di travertino creando uno spazio proporzionato che ricorda la mensa del convito pasquale. L’idea di allestire uno spazio confortevole e intimo è nata dalle riflessioni dei progettisti e del personale Ausl con l’aiuto di monsignor Tiziano Ghirelli, direttore dell’ufficio diocesano Beni Culturali e edilizia di culto.

L’idea progettuale è quindi quella di uno spazio raccolto, uno «scrigno prezioso», come ha sottolineato il vescovo al momento della consacrazione, che possa ospitare le persone che necessitano di un momento di raccoglimento, di cura spirituale e di filtro rispetto alle inevitabili sofferenze presenti nell’ospedale.

La realizzazione della cappella è stata possibile grazie alle generose donazioni delle persone e delle aziende coinvolte, che hanno partecipato con entusiasmo alla sua creazione, in particolare il pittore e scultore Alfonso Borghi, che ha realizzato e donato tutte le opere d’arte che impreziosiscono lo spazio sacro, la società Binini Partners che ha progettato la cappella e l’altare, le società F.B di Angelo Barbieri, Sicrea Group, Siteco e Poltronesofà.

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