Muore a 57 anni la farmacista di San Polo, cordoglio in paese
Commosso addio a Giancarla Mattioli, stroncata da una malattia. Il ricordo di chi l’ha conosciuta: «Amava la vita ed era sempre cordiale con tutti»
SAN POLO D’ENZA. «Che lassù ti accolgano come tu facevi sempre con tutti noi». È con queste parole che, ieri, San Polo ha dato l’estremo saluto a Giancarla Mattioli, la farmacista del paese stroncata da una malattia a soli 57 anni.
Il suo calvario, affrontato sempre con il sorriso, è terminato domenica, e ha tinto di dolore il giorno di Santa Lucia. La notizia della sua scomparsa, infatti, ha suscitato grande cordoglio in tutto il paese, che ieri si è stretto attorno al marito Fabrizio Righi, al figlio Marco e all’anziana mamma Elide.
Giancarla Mattioli lavorava da anni nella farmacia Margini di San Polo, era conosciutissima e molto apprezzata per la sua professionalità e competenza, amava viaggiare. Ma più di tutto, come hanno sottolineato amici e amiche sul pagina “Sei di San Polo se…”, amava la vita, e lo dimostrava accogliendo le persone con il suo caldo sorriso e la sua grande gentilezza.
«Conserverò sempre nel cuore le nostre chiacchierate sulle gradinate delle palestre a tifare per i nostri ragazzi – ha scritto un’amica – a scambiarci consigli su come affrontare i problemi quotidiani, con tante risate, senza mai perdersi d’animo».
«L’amore per i viaggi e lo sguardo sereno verso il mondo. È bello ricordarla così», ha aggiunto un’altra commentando la foto del suo profilo.
«Ciao dottoressa Giancarla – ha scritto su Facebook, subito dopo aver appreso la triste notizia, Rosanna Ragni – Oggi San Polo ha perso una persona sempre disponibile, riservata, cordiale, competente, umile nel lavoro. Il calendario della vita non rispetta le feste, non tiene conto che Santa Lucia e il Natale sono giorni di gioia e di doni. Il calendario della vita ci dà i suoi tempi, per la felicità e per il dolore. Cara Giancarla, abbiamo chiacchierato tanto insieme, quando in agosto ci siamo incontrate al reparto oncologico di Scandiano: io ti facevo i complimenti per come eri bella, forte e determinata, consapevole delle difficoltà per le cure adeguate alla malattia, ma pronta a nuova speranza. “Chi mi preoccupa – dicevi – è la mia mamma, stanca di vedermi soffrire per la chemio”. Le nostre chiacchiere di confidenze nel reparto oncologico si mescolavano a battute scherzose, di solidarietà e di sorrisi, mentre ti avviavi su una strada buia in cerca di luce. Il calendario della tua vita non ti porterà più la luce del sole, Giancarla, ma credo ne troverai un’altra, una Luce radiosa d’amore infinito, come quella che già splendeva nel tuo cuore quel giorno. Grazie per il tuo lavoro. Grazie per quell’incontro.Noi ti accompagneremo con l’affettuosa preghiera, per te e per la tua famiglia, in particolare per la tua anziana mamma».
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