Muore dopo l’intervento, la procura indaga
Canossa: calvario di oltre un mese per la 51enne dopo l’operazione al cuore. La famiglia: «Fatti errori»
CANOSSA. Aicha Ez Zahaf aveva 51 anni. E’ morta nel reparto di Rianimazione del Santa Maria Nuova domenica sera, dopo un mese e mezzo di calvario. Ora, sulla sua morte c’è un fascicolo aperto in procura per omicidio colposo, al momento senza indagati. A informare il sostituto procuratore di turno, la dottoressa Stefania Pigozzi, è stata la stessa direzione sanitaria del Santa Maria Nuova. Ma a ore arriverà anche l’esposto delle famiglia della donna, madre di quattro figli, che si è rivolta all’avvocato Davide Martinelli per chiedere che si accerti cosa sia successo e perché la 51enne sia morta.
Tutto è iniziato lo scorso mese di ottobre. «Mia suocera si era sentita male, aveva avuto un attacco di cuore. Dall’ospedale di Montecchio venne trasferita al Santa Maria Nuova per essere sottoposta a un intervento chirurgico» spiega il genero, Rachid Habachi.
Si trattava di un intervento di angioplastica: «Ci avevano detto che sarebbe durato tutto 40 minuti, che era un intervento di routine. Invece, è successo qualcosa in sala operatoria, Aicha ha rischiato di morire. Per salvarla, nei giorni successivi le hanno dovuto amputarle un braccio» racconta l’uomo.
Quando la donna ha iniziato a stare meglio, è stato deciso il trasferimento all’ospedale di Castelnovo Monti. La famiglia, intanto, si era già rivolta all’avvocato Davide Martinelli perché determinata a denunciare quanto già accaduto durante il primo intervento. Ma le cose, invece di migliorare sono peggiorate tragicamente.
«Venerdì le è venuta un’emorragia al cervello. L’hanno trasferita d’urgenza all’ospedale di Reggio. Hanno tentato di sottoporla a un intervento chirurgico, ma purtroppo mia suocera è morta».
La famiglia punta il dito: «Siamo convinti che siano stati commessi errori durante il primo intervento a Reggio Emilia e poi a Castelnovo Monti, dove le hanno somministrato un farmaco che rende più fluido il sangue ma forse in dosi eccessive» racconta il genero. Ma per capire cosa sia accaduto e se possano configurarsi profili di responsabilità, sulla morte della donna, bisognerà attendere gli accertamenti che la procura nelle prossime ore potrebbe decidere di disporre sulla salma, che attualmente resta bloccata all’obitorio del Santa Maria Nuova a disposizione dell’autorità giudiziaria.
«Abbiamo sofferto tutti. Siamo sconvolti. Quello che è successo è assurdo», conclude il genero.
Aicha Ez Zahaf e il marito sono venuti a vivere in Italia da qualche anno, dopo che la figlia maggiore, 28enne e madre di tre bambini, ha raggiunto il marito. La donna lascia anche un’altra figlia di 26 anni e due, di 18 e 22 anni, che ancora vivono in Marocco.
Per decidere la data del funerale bisognerà dunque attendere le decisioni della procura.
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