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Non ce l’ha fatta il ciclista investito

Non ce l’ha fatta il ciclista investito

Mauro Predieri, 58 anni, è morto per le gravi feriti riportate. Un’auto lo ha travolto mentre era in bicicletta

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REGGIO EMILIA. Non ce l'ha fatta Mauro Predieri. Dopo due giorni a lottare in una letto del reparto di Rianimazione dell’ospedale Santa Maria Nuova senza un miglioramento, ieri pomeriggio per il ciclista 58enne travolto da un'auto domenica mattina a Baragalla hanno dichiarato la morte cerebrale. Spegnendo, una volta per tutte, le speranze di famigliari e amici.

Le sue condizioni era apparse da subito gravissime. Troppo violento l'impatto con l'asfalto, troppo importanti i traumi riportari nel tremendo urto. L'incidente era avvenuto all'altezza della rotatoria di via Martiri della Bettola, verso le 11 di domenica mattina. L’aria era frizzante, la città in fermento per la maratona. Predieri pedalava sulla sua Bianchi da corsa. Ma la giornata di festa si è trasformata rapidamente in un dramma.

Per cause ancora in corso di accertamento da parte della polizia municipale, un uomo di 76 anni che era alla guida di una Fiat Punto lo ha travolto.

L’impatto è stato violentissimo, tanto da farlo finire rovinosamente a terra dove ha sbattuto la testa.

Subito si erano messi in moto i soccorsi. Una pattuglia della Municipale che era in zona per la maratona, era subito accorsa. Poi, l’arrivo di ambulanza e automedica. La corsa fino al Santa Maria Nuova.

Ma i primi accertamenti avevano descrito un quadro clinico compromesso, gravissimo. Troppo. Per i medici da subito la vita di Mauro Predieri era appesa a un filo sottolissimo. Si attendeva un segnale, una reazione che potesse far sperare in una ripresa. Invece, niente.

Ieri pomeriggio, infine, i medici hanno dichiarato la morte cerebrale. Sono iniziate le ore di osservazione. E la famiglia ha dato il proprio consenso all’espianto.

Intanto, la notizia della morte del 58enne si è diffusa rapidamente, gettando nello sconforto le tante persone che lo conoscevano e stimavano.

Predieri era stato assunto giovanissimo in Act. Era il 1978. Dopo aver lavorato per oltre trent’anni come impiegato nell’azienda reggiana di trasporto pubblico, nel 2012 era passato alle dipendenze di Seta a seguito della fusione avvenuta tra le aziende di Reggio Emilia, Modena e Piacenza. Attualmente era addetto ai Servizi di prevenzione e protezione aziendali, inoltre aveva anche la qualifica di coordinatore della manutenzione degli immobili e degli impianti civili della sede reggiana di Seta. «Era conosciuto, stimato ed apprezzato da tutti per le sue doti di umanità e sensibilità» scrive Seta in una nota. Il presidente di Seta Vanni Bulgarelli, il Consiglio di amministrazione, la direzione aziendale e i colleghi esprimono alla famiglia il loro cordoglio.

Per sapere la data del funerale bisognerà attendere il nulla osta della procura. Ora il fascicolo aperto è per omicidio colposo, a carico dell’anziano investitore. (el.pe)

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