Un contributo di 2,5 milioni da Grade Onlus
Oltre 1300 reggiani hanno partecipato alla tradizionale serata organizzata alle fiere
REGGIO EMILIA. Cento studi attivi, 25 pubblicazioni scientifiche e 40 trapianti di midollo osseo l’anno. E poi il finanziamento di una psicologa che ha supportato oltre 150 pazienti e 20 famiglie durante il percorso terapeutico. Sono i numeri del Progetto Linfocare, una delle tante iniziative finanziate dall’attività della Fondazione Grade, illustrati davanti alle circa 1.300 persone intervenute nella tradizionale cena degli auguri all’ente Fiera.
Una serata impreziosita dall’annuncio del taglio del nastro per il Co.Re. Ma i momenti di emozione sono stati tanti. Come la standing ovation per Paolo Avanzini, ormai prossimo alla pensione, a cui è andato il commosso omaggio di tutto il Gruppo Amici dell’Ematologia: «Si può avere la tentazione, pensando alla nostra Fondazione, che siano importanti solo le cose grandi – ha detto Avanzini – ma io vorrei ricordare l’importanza delle piccole cose: i rapporti fra persona e persona, fra paziente e medico, tra infermieri e familiari. Nelle piccole cose c’è il segreto di questa cosa così grande che si chiama Grade».
La cena è stata anche l’occasione per fare il punto della situazione sull’anno appena trascorso, che ha visto il passaggio di Grade da associazione a fondazione. «È stato un momento molto importante - ha spiegato il direttore generale Roberto Abati - la Fondazione ha un vestito che si adatta molto di più agli obiettivi di Grade, ma soprattutto certifica il lavoro svolto dai nostri volontari in oltre 25 anni e catalizza il patrimonio costruito attorno a tutti coloro che ci sostengono».
Alle parole di Abati si sono affiancate quelle di Francesco Merli, direttore del reparto di Ematologia del Santa Maria: «L’obiettivo di Grade è lavorare per le persone, potenziando ricerca, assistenza e possibilità di cura. Per questo investe ogni anno circa 450 mila per finanziare figure professionali a supporto del reparto. Importantissimo è anche il progetto IoxTe, che finanzia esperienze nei centri di ricerca internazionali in Italia e all’estero per medici e ricercatori del Reparto».
Fra i progetti del Grade anche l’assistenza domiciliare: un medico ematologo e un’infermiera professionale hanno assistito 90 pazienti con quasi 800 visite e oltre 400 terapie somministrate direttamente a casa. A loro si affiancano i 20 volontari a domicilio che, con 800 ore e 10 mila km percorsi, hanno aiutato 50 nuclei familiari nelle piccole ma grandi incombenze quotidiane.
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