Gazzetta di Reggio

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Da dieci anni attendono i rimborsi per gli espropri

Adriano Arati
Da dieci anni attendono i rimborsi per gli espropri

I proprietari dei terreni necessari per costruire la Pedemontana non hanno ancora visto un euro

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CASALGRANDE Proseguono le grandi manovre per ottenere gli indennizzi degli espropri per la strada Pedemontana. Nelle scorse settimane si sono tenute diverse riunioni fra Anas, la commissione provinciale espropri, la prefettura e i Comuni di Scandiano e Casalgrande per risolvere un problema che ormai ha raggiunto i dieci anni di età, i risarcimenti per i proprietari espropriati durante la realizzazione della Pedemontana che collega la periferia di Scandiano al ponte sul Secchia verso Sassuolo tagliando tutto il territorio casalgrandese con diverse uscite.

A un decennio dall'avvio dei cantieri – che hanno portato ad uno degli interventi sulla viabilità più efficaci e utilizzati dell'intero distretto ceramico – gli indennizzi non sono mai stati consegnati ai ventinove residenti di Casalgrande e Scandiano che hanno visto i loro terreni espropriati. Si trattava di aree necessarie per costruire la Pedemontana nella maniera più logica e scorrevole, senza dover fare curve e tagli che ne avrebbero abbassato parecchio l'utilità. La questione non è se la strada fosse necessaria, perché è parere generale che la situazione viaria sia migliorata con l'opera, ma il lunghissimo tempo passato senza i rimborsi. 

A dieci anni dalla perdita del terreno, i residenti non hanno avuto ancora nessun ristoro, e il malumore comprensibilmente è salito col passare degli anni. In primavera un paletto pesante è stato superato, e i tecnici incaricati da Anas hanno realizzato i frazionamenti (la divisione dei terreni) necessari per consentire alla commissione provinciale indennizzi di determinare il valore esatto dei singoli rimborsi.

Senza queste valutazioni tecniche da parte di Anas, che ha curato la realizzazione della strada Pedemontana, non era infatti possibile procedere alla liquidazione. Da allora il processo ha ripreso la sua marcia, seppur a ritmo lento, e a novembre si sono tenuti dei nuovi incontri richiesti principalmente dai Comuni di Scandiano e di Casalgrande e dal prefetto, coinvolto dalle due amministrazioni comunali.

L'intervento prefettizio ha in effetti provocato le prime “smosse” fra la primavera e oggi, tutte le parti coinvolte sono state convocate per valutare una soluzione alla questione e per provvedere poi alla tanto attesa liquidazione. In diversi casi le porzioni di terreno espropriate non erano grandissime, e quindi si parla di somme tutto sommato contenute. Ma, come ricordato diverse volte dai due sindaci, si tratta prima di tutto di un punto di principio, e di diritti da rispettare.

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