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Poliziotto fuori servizio blocca un ladro in fuga

di Elisa Pederzoli
Poliziotto fuori servizio blocca un ladro in fuga

Reggio Emilia, aveva appena rubato un tablet dagli uffici del Ctr di Pieve. La dottoressa: «L’agente merita un plauso, avrei perso dati importanti»

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REGGIO EMILIA. E’ entrato nel poliambulatorio privato Ctr, di via Fratelli Cervi, fingendosi il figlio di una paziente. Invece, era una scusa per intrufolarsi in un ufficio, rubare un tablet e poi fuggire. Non aveva, però, fatto i conti con il destino: fuori, per caso, si trovava a passare un poliziotto libero dal servizio che ha capito subito che quella era la fuga di qualcuno che aveva qualcosa da nascondere. Lo ha bloccato e fatto arrestare.

E’ quello che è successo lunedì dopo l’ora di pranzo. «Mi sono allontanata dall’ufficio pochi istanti, il tablet era appoggiato sulla scrivania, dentro la custodia. Quando sono tornata non c’era più. Ma non avevo ancora capito che me lo avevano rubato quando è arrivato il poliziotto che lo aveva recuperato. Davvero merita un plauso» racconta la dottoressa Lauretta Chieli, che lavora in amministrazione.

Tutto succede nel giro di pochi rapidi istanti. «Quella persona, in realtà, l’avevo notata in giro poco prima per corridoi del centro e in zone dove i pazienti non dovrebbero esserci - racconta - Così, gli avevo chiesto cosa cercasse. Mi ha spiegato di essere il figlio di una paziente impegnata a fare una radiografia. Gli ho anche fornito le indicazioni per raggiungere la Radiologia».

Era una scusa, evidentemente, trovata lì per lì dal giovane che invece era entrato nel centro con ben altri intenti.

Quando ha notato che la dottoressa si allontanava ne ha approfittato per entrare nel suo ufficio, prendere il tablet e poi guadagnare di fretta l’uscita. Sembrava, per lui, che dovesse filare tutto liscio. E invece, il caso ci ha messo lo zampino.

Un agente non in servizio ma impegnato in faccende personali fuori dalla struttura si è visto passare accanto quel giovane. Sarà stato il fare sospetto, il fatto che nascondesse sotto la giacca una borsa che aveva tutta l’aria di essere da donna o che quella faccia non era esattamente nuova ai suoi uffici, sta di fatto che l’agente ha deciso di intervenire fermando il giovane.

E a quel punto, la verità è venuta a galla e sono stati chiesti rinforzi che hanno portato all’arresto del giovane, un uomo di 30 anni italiano già noto alle forze dell’ordine.

«Non è tanto per il valore del tablet, quanto per i dati che contiene. Avrei perso importanti recapiti e informazioni di lavoro. Purtroppo, episodi del genere possono capitare. Un centro medico è frequentato da tante persone e non sempre le zone interdette al pubblico vengono rispettate. Sicuramente, quel poliziotto ha fatto un buon lavoro permettendomi subito di recuperare il mio tablet» conclude la vittima del furto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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