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Progetti pronti in attesa di finanziamenti

Progetti pronti in attesa di finanziamenti

Tecnici a confronto sulla Stradivari. Si parla di costi esorbitanti, per metà finanziati dall’Europa

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BORETTO. Si è svolto ieri mattina a Viadana, a bordo della motonave “Stradivari”, il convegno “Prospettive di sviluppo della rete navigabile del Nord Italia”, dedicato alla presentazione dei primi risultati degli studi sull’evoluzione della navigabilità del Po nel corso del 2015 e co-finanziati dall’Unione Europea.

In particolare è stato illustrato il progetto “365 Po River System. Studio per lo sviluppo della navigabilità del fiume Po da Cremona al Mare Adriatico” (budget di 2 milioni di euro, co-finanziato al 50% dall’Unione Europea e al 50% dalle Regioni Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e da Aipo e a cui collabora Unioncamere Veneto), che è stato portato avanti insieme allo “Studio di fattibilità del nuovo canale navigabile Milano-Cremona” (budget di un milione, co-finanziato per il 50% dall’Unione Europea e per la restante parte da Aipo).

Il Po è già navigabile, salvo i periodi di magra accentuata, e sono in atto diversi interventi per aumentare le potenzialità della navigazione fluviale sulla rete padano-veneto (come i lavori al porto di Valdaro a Mantova e nell’Idrovia Ferrarese, la nuova conca di Isola Serafini a Piacenza) ma ci sono alcuni periodi dell’anno in cui i bassi fondali rendono difficoltoso il transito di imbarcazioni commerciali. Per questo motivo, vengono ipotizzate nuove opere di sistemazione che portino a rendere navigabile il Po per tutto l’anno, favorendo così l’investimento delle aziende in questo tipo di trasporto.

Il convegno – che ha visto una nutrita partecipazione di rappresentanti di enti locali, consorzi di bonifica, realtà del territorio, esperti del settore – è stato aperto dai dirigenti Aipo Ivano Galvani e Luigi Mille, che hanno messo in evidenza l’importanza di questi studi che portano a ulteriori conoscenze rispetto a quelli condotti in precedenza, ampliando i fattori analizzati e considerando le varie implicazioni delle soluzioni progettuali dal punto di vista morfologico, ambientale, economico, delle interrelazioni col territorio fluviale.

Paolo Ferrecchi, direttore reti infrastrutturali, logistica e sistemi di mobilità della Regione ,ha ricordato che negli ultimi anni si sono registrati contrasti di visione politica sulle migliori soluzioni progettuali per la sistemazione del Po: questi studi, grazie a un approccio integrato e più complessivo, consentono alle istituzioni – Regioni, Stato – di poter contare su una serie di elementi conoscitivi utili per assumere decisioni: è importante – ha affermato – che esse siano arrivare a decisioni condivise perché progetti così a lungo termine e così importanti dal punto di vista finanziario non possono essere modificati una volta intrapresa una strada. Anche perché – ha concluso – per realizzarli occorre ottenere ingenti finanziamenti che ancora non sono ancora stanziati. (a.v.)

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