Gazzetta di Reggio

Reggio

«Case cantoniere? Rendiamole ostelli»

di Evaristo Sparvieri
«Case cantoniere? Rendiamole ostelli»

L’appello dell’assessore alla Rigenerazione Urbana, Alex Pratissoli: «Strutture ideali per percorsi turistici di qualità»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Avanzaremo all’Anas, al Demanio e ai ministeri la richiesta di prendere in considerazione anche le nostre case cantoniere per percorsi tematici che riguardano la via Emilia e le eccellenze enogastronomiche del nostro territorio, dall’Appennino fino alla Pianura». È la proposta dell’assessore alla Rigenerazione urbana, Alex Pratissoli, all’indomani del progetto lanciato da Anas, Agenzia del Demanio, ministero dei Beni culturali e ministero delle Infrastrutture per recuperare 30 case cantoniere presenti in Italia, trasformandole in strutture turistiche e culturali.

Un progetto pilota, con l’obiettivo di essere replicato in futuro per riqualificare gli inconfondibili edifici che si trovano sui cigli delle strade, introdotti nel 1830 con decreto regio del Re di Sardegna Carlo Felice. È in quell’anno che venne ufficialmente creata la figura del cantoniere, al quale venivano chiesti la manutenzione e il controllo di un “cantone” della strada – un tratto di circa 3-4 chilometri – dotandolo di un’inconfondibile casa in colore rosso pompeiano. Edifici oggi spesso finiti in stato di abbandono.

Sono sette finora i percorsi tematici individuati nel protocollo d’intesa, all’insegna dello slow travel: la via Francigena, il tracciato dell’Appia antica, il Cammino di Francesco (La Verna-Assisi), il Cammino di San Domenico, il Circuito del barocco in Sicilia, la Ciclovia del Sole (Verona-Firenze), la Ciclovia Ven.To (Venezia Torino). Il prossimo 30 giugno partiranno i bandi per gestire le prime trenta case inserite nel progetto.

«Trovo che sia un'idea bellissima e molto interessante – commenta Pratissoli – il riuso del patrimonio immobiliare pubblico rappresenta una declinazione importante della rigenerazione urbana. E le case cantoniere rappresentano un brand decisamente forte: sono facilmente riconoscibili e collocate in vie di comunicazione diventate oggi secondarie, ideali per una forma di turismo slow e di qualità». Su tutto il territorio nazionale, Anas possiede 1.244 case cantoniere, di cui 607 utilizzate a vario titolo per uso istituzionale o di supporto alle attività di esercizio. Dei 1.244 edifici, il 10% viene considerato ad alto potenziale turistico. In Emilia–Romagna, sono in totale 144 le strutture presenti. Ma al momento non è possibile definire quali e quante nella nostra provincia sono considerate disponibili da Anas: alcune sono diventate proprietà di enti locali nel corso dei processi di alienazione, altre invece hanno subito negli anni occupazioni su cui si dovranno fare valutazioni. «Qui a Reggio – conclude Pratissoli – c’è un vantaggio: dal punto di vista urbanistico le case cantoniere si trovano in punti in cui è possibile sviluppare interventi per renderle strutture ricettive, dovendo intervenire esclusivamente sul fronte delle ristrutturazioni. Un vantaggio che rende un progetto del genere più facilmente realizzabile rispetto ad altre zone d’Italia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google