Cinque biciclette in regalo ai profughi di Mare Nostrum
ALBINEA. Cinque biciclette per i rifugiati africani ospiti di Albinea da settembre. Il 14 dicembre Mostafa, Soulaymane, lamine, Keba e Kale, i neo-albinetani arrivati a settembre dal Senegal e dal...
ALBINEA. Cinque biciclette per i rifugiati africani ospiti di Albinea da settembre.
Il 14 dicembre Mostafa, Soulaymane, lamine, Keba e Kale, i neo-albinetani arrivati a settembre dal Senegal e dal Bangla Desh grazie al programma Mare Nostrum, hanno ricevuto cinque biciclette risistemate. Alla consegna hanno preso parte il sindaco Nico Giberti e i rappresentanti dell'associazione Tuttinbici – FIAB di Reggio Emilia, fra cui il presidente Gianfranco Fantini e Claudio Pedroni, Ivano Zambelli e Sergio Manini. È la conclusione di un percorso di formazione ciclistica che ha coinvolto i cinque ragazzi con gli esperti di Tuttinbici.
Dopo un piccolo corso di manutenzione di quattro giorni, le biciclette sono state sistemate nel profilo meccanico (pedali, catene) e attrezzate con gli accessori in linea con il codice stradale: campanello, luci anteriori e posteriori, catarifrangenti alle ruote e ai pedali. I cinque nuovi ciclisti hanno poi ricevuto un giubbetto riflettente che deve essere indossato quando si viaggia nelle ore serali e notturne. Con le bici saranno autonomi e potranno muoversi verso le zone dove fanno attività di volontariato e dove studiano italiano e acquisiscono competenze professionali. Le spese per l'acquisto del materiale e la ristrutturazione sono state sostenute da Mare Nostrum che, grazie alla presenza della coordinatrice Zainab, ha seguito tutto l'iter del progetto. «Ringrazio l'associazione Tuttinbici per questo gesto di solidarietà. Per i rifugiati le biciclette sono fondamentali poiché consentono loro di raggiungere autonomamente i luoghi di volontariato e di studio», commenta Giberti. Ora la speranza è che «il progetto possa essere preso ad esempio da altre realtà della nostra provincia e della nostra regione». «Siamo orgogliosi di questo piccolo progetto di integrazione. Un percorso che può essere esportato e replicato altrove», ribadisce Fantini. (adr.ar.)
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