Crisi Corghi, i lavoratori decidono il loro futuro
Correggio: l’azienda, dopo l’ok alla mobilità, ha aperto ad un anno di solidarietà Ieri i dipendenti sono stati chiamati a votare il piano del sindacato. Oggi i risultati
CORREGGIO. Giornate di passione alla Corghi, con qualche spiraglio che si apre per i lavoratori, al centro di una delicatissima trattativa iniziata nelle scorse settimane per cercare di fare cambiare idea all’azienda sulla mobilità unilaterale, provvedimento che colpisce oltre cinquanta dipendenti degli stabilimenti correggesi.
Ieri si è svolta un’assemblea durante lo sciopero di tre ore e mezzo e i lavoratori hanno partecipato ad un referendum interno in cui hanno fatto sapere quale soluzione prediligono, tra quelle messe in campo dai sindacati, per uscire dallo spettro della mobilità unilaterale. Da un lato, infatti, fermo restando che si potrebbero ottenere per il 2016 dodici mesi di contratti di solidarietà, una delle opzioni proposte è quella di utilizzare l’anno per decidere se usufruire di mobilità volontaria o meno. Al lavoratore è stato chiesto se fosse d’accordo con il piano presentato dalla Fiom, che prevede, appunto, la possibilità di scegliere, nei prossimi dodici mesi, se usufruire della mobilità volontaria. Se vince il sì, prevale questo piano. Se vincesse il no, si dovrebbe ricostruire il percorso. Sempre secondo quanto spiegato dai lavoratori, la Fim Cisl, invece, vorrebbe che gli addetti decidessero se beneficiare della mobilità volontaria entro aprile 2016. Secondo le prime indiscrezioni, sarebbero cinque o sei gli addetti pronti ad usufruire di questo ammortizzatore sociale: i più vicini all’età della pensione. In ogni caso, l’azienda vorrebbe chiudere la trattativa entro la fine dell’anno. Quindi, i tempi sono serratissimi e oggi si dovrebbero chiudere le consultazioni referendarie. Sempre tramite fonti interne all’azienda, poi, si apprende che il numero di addetti interessati dalla mobilità unilaterale potrebbe scendere rispetto agli iniziali cinquantaquattro. La posizione della proprietà si sarebbe, in altre parole, un po’ ammorbidita, anche se il clima è ugualmente teso.
La mobilità unilaterale era stata comunicata qualche settimana fa alla rappresentanza sindacale unitaria, ed era riferita a 54 lavoratori presso gli stabilimenti correggesi del gruppo Corghi. La notizia era stata data tramite lettera, nonostante la rsu avesse richiesto esplicitamente alla proprietà che non venisse adottato questo provvedimento. Per questo sin dall’inizio sono scattate tre ore e mezzo di sciopero il giorno stesso in cui è stato diramato il provvedimento: la prima di una lunga serie di iniziative che hanno inaugurato una stagione di mobilitazione fatta anche di scioperi a singhiozzo. La mobilità unilaterale, che secondo la rsu, sarebbe l’anticamera del licenziamento, era entrata in vigore per 54 dipendenti, di cui 48 operai e 5 impiegati.
L’esito della consultazione interna si conoscerà oggi.
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