Cubana ricatta il facoltoso amante: «Dico tutto a tua moglie»
La donna di 32 anni denunciata da un imprenditore e arrestata dalla polizia: «Mi ha fatto abortire, ma senza darmi i soldi pattuiti»
REGGIO EMILIA. E’ una storia torbida quella che mercoledì all’ora di pranzo – in zona Canalina – ha portato all’arresto di un’avvenente cubana 32enne per estorsione nei confronti di un imprenditore di 56 anni che vive a Perugia e che ha avuto una relazione extraconiugale con questa donna ben più giovane di lui.
Gli agenti hanno teso una trappola alla cubana – che dall’inizio dell’anno vive in un appartamento in centro a Reggio – sulla scia della denuncia fatta dall’imprenditore e confluita nell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Stefania Pigozzi.
Il 56enne ha ammesso agli inquirenti che la cubana è stata la sua amante (e tuttora la moglie dell’imprenditore non sa nulla di questa vicenda) per diverso tempo ed i guai per lui sarebbero sorti quando ha deciso di lasciarla. A quel punto la donna avrebbe cominciato a perseguitarlo, non accettando la fine della loro storia, per poi minacciare di raccontare tutto alla moglie. Per evitare lo scandalo il perugino dice di aver dato 5mila euro all’ex amante, ma lei continuava a volere sempre più soldi, da qui la decisione di rivolgersi alle forze dell’ordine. L’incontro-trappola scatta mercoledì: nel momento in cui il 56enne consegna mille euro alla cubana, spuntano gli agenti.
Ieri mattina la 32enne – difesa dall’avvocato Mario Di Frenna – ha raccontato davanti al gip Antonella Pini Bentivoglio un’altra verità, ben più cruda. Ha detto di essere stata la sua amante per 11 anni a Cuba, finché ammalatasi ad un occhio, lui per curarla era riuscito a farla venire in Italia e specificatamente a Reggio dove la manteneva economicamente. Ma dopo alcuni mesi sarebbe rimasta incinta e l’amante le avrebbe promesso 10mila euro affinché abortisse.
E secondo la cubana nell’agosto scorso (incinta al quarto mese) avrebbe effettivamente abortito clandestinamente in una clinica vicino a Reggio, ricevendo però solo la metà di quanto pattuito. Lei nega il ricatto, sostenendo di averlo più volte cercato per avere tutti i soldi dell’accordo, ma lui non si faceva più trovare. Il gip ha scarcerato la donna, applicandole il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dall’imprenditore.
«Il giudice ha ritenuto degna di attenzione la versione della mia assistita – commenta soddisfatto Di Frenna – chiedendo ulteriori accertamenti».
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