Da venditori Cormo a gastronomi
Dopo una vita fra i serramenti, i coniugi sono passati ai prodotti della tavola
REGGIO EMILIA. Per piacere, per necessità ma anche per il gusto di reinventarsi. La scelta per ricominciare una nuova avventura e una nuova vita per i coniugi Angelo Gatti e Rosalba Chierici per ironia della sorte è caduta su Codemondo. Caput Mondi, dove nel 1979 Dino Miselli e la moglie Soave Zurlini hanno aperto la “Vecchia Latteria” che poi hanno condotto fino a tre anni fa. Quello che era nato e si è affermato negli anni come un rinomato “caveau” di formaggio e salumi, è diventato l’approdo cercato e voluto da Angelo e Rosalba nel quale dar sfogo alla propria passione per la cucina. La stessa coltivata da tempo da Angelo, da più di vent’anni socio della “Congrega del Liffi” dove ha imparato a cucinare i diversi tipi di pesce e le lumache, che restano il suo piatto preferito. Il rilevare la “Vecchia latteria” è stato però quasi casuale, racconta Angelo Gatti «perché in realtà stavamo cercando un ristorante. Ma non è stato un ripiego. Piuttosto il coronamento di un sogno dopo quasi un quarto di secolo passato a vendere serramenti per la cooperativa Cormo nella nostra agenzia di Sant’Ilario, mettendo porte e finestre a metà delle case di Reggio e Parma».
Fino a quando la lunga crisi del settore edile li ha definitivamente convinti ad assecondare la loro passione per la cucina e dar corpo a un progetto condiviso che li ha visti trasformare la “Vecchia latteria” in una boutique gastronomica in cui le eccellenze della nostra terra si sposano nel nuovo laboratorio di gastronomia con i piatti della tradizione reggiana. E non manca qualche incursione nel Parmense che denuncia l’origine dei due gestori. Come con i tortelli verdi che Rosalba prepara in due versioni. Alla reggiana con solo Parmigiano-Reggiano o al massimo con l’aggiunta di un po’ di ricotta matta (pane bagnato nel latte come facevano le nonne) o con la ricotta come vuole la ricetta d’oltre Enza.
Angelo e Rosalba arrivando a Codemondo hanno scelto di innovare con criterio, affiancando al vecchio punto vendita il laboratorio di gastronomia nel quale troneggia il forno Five Senses che con rapidità e funzionalità imposta in automatico il tempo di cottura in base al tipo di piatto e grazie a un selettore digitale raffredda i cibi senza comprometterne la fragranza e il profumo. Insomma un mix tra tecnologia e tradizione, perché uno dei segreti che Angelo Gatti ha “rubato” a Dino Miselli, è quello di tagliare il nostro formaggio – rigorosamente di Carpineti di almeno 24 mesi e di prima scelta – solo con il tradizionale coltello a mandola. «I nostri clienti la prima cosa che ci chiedono è se un prodotto è buono – conclude Angelo – e vale per il formaggio, per i salumi, per i vini e per i piatti preparati nel laboratorio di gastronomia».
Dai piatti d’asporto ai piccoli catering che hanno iniziato ad organizzare, il passo è stato breve. Una scommessa vinta in cucina dopo una vita passata a vender serramenti. Anche se conclude Angelo, «il lavoro è aumentato, ci è cambiata la vita e ho pure messo su qualche chilo».
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