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Ecco il termometro dell’affidabilità delle nostre banche

Ecco il termometro dell’affidabilità delle nostre banche

REGGIO EMILIA. Gli anziani, che vedevano nella banca un tempio incrollabile e nel bancario un consulente di fiducia se non addirittura una “persona di famiglia” stentano ad abituarsi ad un sistema di...

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REGGIO EMILIA. Gli anziani, che vedevano nella banca un tempio incrollabile e nel bancario un consulente di fiducia se non addirittura una “persona di famiglia” stentano ad abituarsi ad un sistema di profitto cinico e rapace. E questo nonostante proprio Reggio sia stata teatro di uno dei primi casi di finanza tossica, con le gestioni privilegiate Bipop alla fine degli anni 90.

Gli scricchiolii del sistema, ora, dovrebbero convincere tutti che il primo criterio da adottare per scegliere un investimento non è l'interesse offerto, ma la solidità dell'istituto di credito che lo propone. «Per valutarla - suggerisce Antonello Cattani, consulente finanziario indipendente - è utile l'indicatore Cet1». Si tratta del Common Equity Tier, che è il rapporto fra il capitale ordinario versato e le attività ponderate per il rischio. Secondo le norme della Bce, il Cet 1 deve essere almeno superiore all'8%. Le ultime rilevazioni di tale indicatore, rese note dal Sole 24 Ore, sono confortanti per le principali banche insediate nel nostro territorio.

Unicredit è a quota 11,40, Credem a 11,42, Banca Popolare a 12,25, Banca Popolare dell'Emilia-Romagna a 11,55, Unipol a 17,60, Banca Popolare di Milano a 11,89, Monte dei Paschi di Siena a 11,73. Entrano nell'elenco anche le Poste Italiane, trasformate in una società per azioni che agisce come un istituto di credito. Il loro Cet1 è 14,67%. Tuttavia anche le banche più affidabili possono tendere tranelli. Cattani li denuncia nell'ultimo libro che ha scritto insieme ai colleghi Massimo Guerrieri e Paolo Giovanardi, "Così banche e finanza ci rovinano la vita", pubblicato da Infinito con una prefazione di Rosario Trefiletti, segretario nazionale di Federconsumatori, prezzo 11,60 euro. «Dobbiamo - sottolinea Guerrieri - lottare contro il sistema bancario per non perdere i nostri risparmi. La normativa europea recepita dall'Italia nel 2007 prevede un albo dei consulenti finanziari indipendenti, che però ancora non è stato costituito a causa della lobby che lo contrasta. Si deve accedere alle banche con più informazione e consapevolezza». (l.s.)

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