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Finanza tossica: su Reggio Emilia, obbligazioni per 6 miliardi

di Luciano Salsi
Finanza tossica: su Reggio Emilia, obbligazioni per 6 miliardi

Questo l’ammontare venduto dagli istituti di credito. Gli esperti: «Non sappiamo ancira quante di queste siano le subordinate»

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REGGIO EMILIA. La subdola minaccia delle obbligazioni subordinate pende anche su centinaia di risparmiatori reggiani, non solo su quei dieci che, avendole sottoscritte con la Cassa di Risparmio di Ferrara, se le sono viste volatilizzare insieme a quelle delle altre tre banche (Etruria, Marche e Cassa di Risparmio di Chieti) salvate dalla chiusura a spese dei clienti.

Complessivamente le obbligazioni bancarie acquistate nella nostra provincia ammontano a sei miliardi di euro, di cui 4,6 si riferiscono a titoli italiani e 1,4 a titoli esteri. Non si sa quante siano le ordinarie, teoricamente rimborsabili in caso di fallimento, e quante le subordinate, che subiscono la stessa triste sorte delle azioni. In ogni caso si tratta di investimenti rischiosi, dal momento che il fondo interbancario garantisce soltanto i depositi in conto corrente fino a un limite di centomila euro. Tuttavia è una parte minoritaria, diminuita dell'11% nell'ultimo anno, del denaro conferito agli sportelli bancari reggiani.

Il totale, infatti, assomma a 29 miliardi, di cui 12,7 sono nella forma liquida del conto corrente e gli altri (quasi undici) sono investiti in altri prodotti, fra cui titoli di stato e azioni. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12641308:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12641308:1649482787/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

«Questi numeri - commenta Antonello Cattani, consulente finanziario indipendente - non denotano una situazione apocalittica, ma si capisce la paura che serpeggia tra i risparmiatori in seguito al crack delle quattro banche».

Se n'è parlato ieri mattina nel salone Di Vittorio della Camera del Lavoro in un incontro promosso da Federconsumatori e dal sindacato dei pensionati Spi-Cgil.

Sono emersi consigli di massima cautela per il futuro, mentre appare difficile la battaglia per ottenere la restituzione del denaro carpito a chi, in buona fede, pensava di averlo affidato in mani sicure.

«Sono stato indirizzato - ha detto una persona di origine ferrarese che aveva investito in Carife - alla Federconsumatori di Ferrara, ma sono talmente numerose le persone truffate che mi è stato dato appuntamento a dopo le feste». «Una class action - spiega Dergio Veroli, vicepresidente nazionale di Federconsumatori - non è praticabile, dal momento che è subordinata a condizioni troppo restrittive. Si devono esaminare i casi uno per uno, per verificare se sono state violate le norme. Ci andrebbe bene un arbitrato, purchè fosse davvero imparziale».

«Le persone più esposte - sottolinea River Tagliavini dello Spi - sono gli anziani. Occorre andare in banca e farsi consegnare il proprio profilo di rischio». «Ora - ha consigliato Cattani - è bene disfarsi dei prodotti a rischio. Le obbligazioni si vendono ancora a un prezzo buono, che è destinato a calare con l'aumento dei tassi di interesse».

«Bisogna convincersi - insiste il suo collega Massimo Guerrieri - che le banche sono in conflitto di interessi con i risparmiatori e la Banca d'Italia, che dovrebbe vigilare, è una società per azioni da loro controllata».

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