Furto “alla Diabolik” all’azienda agricola Emilia Wine
Scandiano: clamoroso colpo in cantina. Una banda di professionisti buca tetto e pareti per evitare i sensori dell’allarme e arrivare alla cassaforte. I cinque ladri fuggono con un bottino di 8 mila euro in contanti presi dal forziere smurato e aperto. Danni ingenti
SCANDIANO. Un furto “alla Diabolik”, fra sensori di movimento evitati, buchi sul soffitto, acrobazie, pareti spaccate nel punto giusto e al momento giusto, 8mila euro rubati dalla cassaforte. Sono dei professionisti i cinque ladri che nella notte fra giovedì e venerdì hanno devastato la sede di Emilia Wine, la grande cooperativa agricola di Arceto che riunisce oggi alcune delle principali cantine vinicole reggiane e non solo.
Il nuovo stabilimento è stato preso di mira da una squadra di persone preparatissime, che avevano informazioni dettagliate sia sulla planimetria sia sulla sistemazione degli impianti di allarme, e hanno agito in poche ore, visto che sino all’una e mezza alcuni soci sono rimasti all’interno per una riunione.
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Subito dopo i ladri hanno aperto un varco scavando un buco nella zona più elevata della parete esterna, e poi hanno iniziato a calarsi all’interno, con particolare attenzione ai sensori. Sono anche stati ripresi dalle telecamere, ma avevano i volti coperti, e i video hanno solo confermato la presenza di cinque persone.
«Dopo il primo varco hanno guardato dove erano, sapevano che abbiamo i sensori di movimenti in certe zone. Hanno visto che avrebbero dovuto passare davanti a un allarme e hanno scelto un’altra via», spiega il presidente Davide Frascari.
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«Così sono tornati sul tetto, e hanno fatto un altro buco, per calarsi in un sottoscala. E da lì hanno bucato la parete, e parliamo di un muro portante di 55 centimetri, per poi aprirsi uno spazio sino al magazzino dove abbiamo la cassaforte – racconta – Ci avranno messo ore e sapevano dove erano tutti gli ambienti. È incredibile, hanno fatto tantissimi danni, abbiamo portato via un camioncino intero di calcinacci. Di sicuro non avevano solo i dettagli che può avere un cliente che passa una volta in negozio, né un camionista che fa un carico. Sapevano la disposizione precisa, e hanno lavorato tante ore per fare tutto, è impressionante».
E avevano le idee chiare, perché hanno puntato alla cassaforte: «Non hanno guardato ad altro, sono andati verso la cassaforte, tirandola fuori dal muro e poi sventrandola lì sul posto, per prendere i contanti. C’erano circa 8mila euro, in questi giorni vicini alle feste il nostro negozio lavora molto e abbiamo un flusso notevole», riflette il presidente di Emilia Wine. Completata l’opera, i ladri se ne sono andati passando dai buchi creati per entrare, sempre evitando i sensori di movimento, tanto che il furto è stato scoperto solo la mattina dopoi.
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