Job day, D’Amato insegna il “mestiere” dello chef
REGGIO EMILIA. Anche quest'anno la Camera di Commercio ha organizzato il Job Day, ovvero un'occasione per i ragazzi reggiani che frequentano la quinta superiore di trascorrere qualche ora in un'azien...
REGGIO EMILIA. Anche quest'anno la Camera di Commercio ha organizzato il Job Day, ovvero un'occasione per i ragazzi reggiani che frequentano la quinta superiore di trascorrere qualche ora in un'azienda specializzata in un settore di loro interesse e avere così la possibilità di incontrare imprenditori leader del nostro territorio.
Da sempre il Job Day ha un buon seguito da parte dei ragazzi, che possono verificare sul campo quello che potrebbe essere un domani il proprio lavoro, farsi un'idea più precisa e soprattutto creare un legame con l'azienda ospitante. Quest'anno tuttavia c'è stato un vero e proprio boom di adesioni, arrivando a 461 iscritti, di cui 350 già abbinati ad un'azienda, contro i 50 della scorsa edizione.
Il progetto è attualmente in corso e sta riscuotendo molto successo, ma l'appuntamento che sicuramente ha destato più interesse (43 iscritti all'evento) è quello che si è svolto pochi giorni fa con Gianni D'Amato, proprietario del ristorante reggiano “Caffè Arte e Mestieri”, chef pluripremiato nonché “titolare” di due stelle Michelin ai tempi del Rigoletto di Reggiolo.
«Le iniziative, come quella del Job Day organizzata dalla Camera di Commercio, che vedono la partecipazione dei giovani penso che vadano sempre appoggiate – commenta Gianni D'Amato –. Credo che sia molto bello che i ragazzi capiscano una certa filosofia che noi dobbiamo trasmettergli, dovranno capire l'impegno ma anche la passione che sta dietro ad un lavoro. Per me non è la prima volta che faccio una “chiacchierata“ con dei giovani. Sono andato diverse volte a Parma, anche all'Università delle Scienze Gastronomiche, in una scuola vicino a Borgotaro ed ora qui a Reggio».
Come mai così tanti giovani si avvicinano alla cucina?
«Sicuramente in questi ultimi anni la televisione e i media si stanno occupando molto di questa professione – commenta lo chef del Caffè Arte e Mestieri – anche se la maggior parte delle volte fanno vedere una realtà che di base è totalmente diversa da quella che si ha in un ristorante tutti i giorni».
Cosa direbbe ad un giovane che si avvicina oggi alla sua professione?
«Innanzitutto un ragazzo deve capire se ha la passione per questo lavoro. La cucina è un mestiere che richiede molto sacrificio poiché si è poco liberi se si vuole portare avanti un certo tipo di cucina, come ho fatto io fin dall'inizio della mia carriera. Io non ho praticamente mai un momento libero ma per me è normale perché il mio è un lavoro e un hobby quindi non mi costa fatica stare in cucina».
Quindi è una questione di motivazioni.
«Certo. Un giovane che si avvicina a questo mestiere deve sapere che non ci sono sere libere o fine settimana, poi magari si riesce lo stesso a combinare ed avere dei momenti di svago ma dipende sempre da dove si vuole arrivare come cuoco. Il mio consiglio quindi a tutti coloro che vogliono avvicinarsi al mondo della cucina è quello di essere molto motivati, avere voglia di conoscere e sapere. Questo è fondamentale. Nella cucina è un continuo studiare e scoprire, non si finisce mai di imparare. Sono fondamentali lo studio e la voglia di migliorare».
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