Gazzetta di Reggio

Reggio

«La crisi ha favorito riciclaggio e usura»

di Luigi Vinceti
«La crisi ha favorito riciclaggio e usura»

Il legame tra aziende in difficoltà e le infiltrazioni della malavita organizzata in provincia

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REGGIO EMILIA. Perché l’ndrangheta è arrivata in terra reggiana? Perché il processo Aemilia “deve” essere celebrato nella nostra città? Cosa si può fare per arginare il fenomeno mafioso? Quali le responsabilità del sistema finanziario nel riciclo del denaro “sporco”?

Sono alcuni degli interrogativi affrontati nel convegno svolto ieri a Palazzo Scaruffi per indagare su “Crisi, Aemilia, Usura: dal sovraindebitamento all’usura”. L’iniziativa è stata promossa da Federconsumatori ed ha impegnato alcuni autorevoli relatori i cui interventi sono stati coordinati dal giornalista della Gazzetta di Reggio Enrico Lorenzo Tidona.

I lavori sono stati aperti dal presidente della Camera di commercio Stefano Landi e sono proseguiti con le voci di Sergio Veroli, vice presidente nazionale di Federconsumatori, Giovanni Trisolini presidente della sezione reggiana, Lorenzi esponente dell’Abi, Matteo Alberini della Cgil provinciale, Lorenzo Frigerio giornalista di Libera Informazione. Tanti saperi ma anche tanta comunanza nei giudizi.

Le difficoltà del nostro tessuto produttivo negli ultimi anni hanno indotto molte entità produttive, specie medio piccole, e tante famiglie in cassa integrazione o senza lavoro, ad indebitarsi oltre misura.

Per cercare risorse qualcuno ha fatto ricorso al sistema bancario – che ha pure delle colpe da scontare – ma tanti si sono avvalsi di persone od organizzazioni esterne che hanno poi imposto tassi da usura con la paura e atti intimidatori. Tutto è iniziato con i soggiorni obbligati di malavitosi del Sud. Poi c’è stata la presunzione reggiana di essere immuni da un simile contagio (troppo scarse le denunce) e meno male che il prefetto De Miro ha evidenziato il fenomeno. Purtroppo il meccanismo dei controlli pubblici non è in grado di svelare tanti meccanismo segreti e intanto l’evasione fiscale alimenta diseguaglianze e scorrettezze. Il giudizio Aemilia deve dunque restare qui, per rendere i reggiani maggiormente consapevoli del problema.

Emblematica l’annotazione di un relatore: «Ci siamo liberati dal terrorismo perché era un fenomeno esterno, la mafia invece è purtroppo nelle istituzioni, è dentro di noi».

(l.v.)

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