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«La Resistenza anche a Natale»

«La Resistenza anche a Natale»

L’ex sindaca Busani contro le proteste di Forza Italia per “Bella ciao” a scuola

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SCANDIANO. «La Diacci si rassegni, la storia della Resistenza va fatta anche a Natale». Valda Busani, sindaco di Scandiano dal 1980 al 1985, non ha mandato giù la polemica partita dalla consigliera comunale di Forza Italia dopo una lezione lunedì scorso alla scuola media Boiardo, in cui – parlando della Resistenza – sono stati proiettati dei filmati d'epoca in cui si cantava Bella Ciao. Seconda la Diacci, sarebbe stata una scelta di parte, discriminatoria verso le tradizioni natalizie.

«La storia nelle scuole si fa tutto l'anno, anche a Natale, guarda un po', e la Resistenza è parte essenziale della storia di questo Paese, è quella parte che ci ha consentito di ritornare umani dopo la barbarie nazifascista», ribatte secca la Busani. E Bella Ciao «è sì una canzone “di parte”, di quella grande parte di popolo che seppe dire no ai lager nazisti e diede la vita per fermare i fascisti che collaboravano a spedirci treni di ebrei».

L'ex prima cittadina ricorda poi il Natale 1944 a Scandiano, segnato dai fatti di sangue: «I fascisti lo “festeggiarono” con un rastrellamento da cui molti non tornarono più: tra questi Vittorio Tognoli, comunista, e Ferdinando Cesari, partigiano cattolico, torturati e poi fucilati, come don Borghi e molti altri sacerdoti, colpevoli di essersi opposti alla barbarie». Per tornare alla canzoni, per la Busani «una delle più belle “canzoni natalizie” che ho ascoltato è il racconto di Bruno Lorenzelli e Federico Franzoni, sul “Natale del partigiano” quando, nel 1944, tante famiglie contadine raccolsero l'appello del Cln scandianese per un piccolo dono ai partigiani che combattevano in montagna». Fra cibi e vestiti, anche il biglietto di una mamma: «Avevo un figlio, me l'hanno mandato al fronte. L'hanno ucciso e non lo vedrò più. Mando questo pacco e non so chi lo riceverà, io sogno che vada a mio figlio e mi sento contenta. Buon Natale, ti bacio. Elena». E quindi, conclude, «Quindi sì, si faccia storia della Resistenza anche a Natale. La signora Diacci si rassegni». (adr.ar.)

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