Gazzetta di Reggio

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Blitz di CasaPound contro l’ex Motti

di Adriano Arati
Blitz di CasaPound contro l’ex Motti

Castelnovo Monti: i militanti di estrema destra criticano il “contributo volontario”, secca replica di preside e studenti

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CASTELNOVO MONTI. Maschere tricolori, striscioni, tartarughe di CasaPound, bandiere dell’Italia per protestare contro le carenze e i limiti della scuola. Non ci si è certo annoiati ieri mattina a Castelnovo Monti al complesso scolastico di via Matilde di Canossa, dove hanno sede le scuole superiori Mandela e Cattaneo.

Il bersaglio era il Mandela, nuova denominazione del vecchio istituto agrario e alberghiero Motti, preso di mira da Blocco Studentesco, la componente giovanile del momento di estrema destra CasaPound. Un gruppo di ragazzi, partito in pullman da Reggio, ha organizzato una manifestazione prima dell’inizio delle lezioni. Con i volti nascosti da maschere tricolori hanno esposto un lungo striscione che denuncia il “contributo volontario” richiesto per alcune attività, distribuendo volantini in cui si critica l’assenza di materiali e spazi adeguati. I militanti si sono sistemati nel piazzale delle scuole, dal lato però del Cattaneo e hanno iniziato a preparare il loro materiale. In contemporanea sono stati avvisati i carabinieri, arrivati sul posto facendo sgombrare l’assembramento perché non autorizzato e tenuto in uno spazio di proprietà della scuola.

Nel giro di pochi minuti la manifestazione – a cui non hanno preso parte gli studenti del Mandela, che hanno osservato a distanza il tutto prima di andare a lezione – si è conclusa, ma non la protesta, proseguita fra rivendicazioni, prese di posizione e tante discussioni su quello che era avvenuto e sui temi sollevati da CasaPound. Le parole del Blocco Studentesco non sono state apprezzate né dalla dirigenza scolastica né dai rappresentanti degli alunni e dei genitori, che parlano di «disinformazione che ha accompagnato la singolare protesta, peraltro erroneamente inscenata davanti ad altro e diverso istituto».

A scrivere sono la preside Monica Giovanelli, i quattro studenti rappresentanti di istituto Michele Medici, Aurora Pancani, Antonio Riillo e Luca Ugolotti e la presidente del consiglio d’istituto Dominique Croci. Insieme, sostengono che il Mandela «fruisce di locali e attrezzature adeguate, verificate e certificate dai competenti organi in conformità alle disposizioni di legge».

E il citato contributo volontario? La scuola, rispondono, «promuove il miglioramento dell’offerta formativa attraverso il “contributo volontario” espressione di interesse, partecipazione e solidarietà delle famiglie nei confronti della scuola frequentata dei loro figli».

E quindi «tutti gli alunni, indistintamente, beneficiano di attività di alternanza scuola-lavoro in ogni classe, di laboratori attrezzati, consumano tutti i prodotti delle loro esercitazioni di cucina senza ulteriori oneri, usufruiscono dei pullman dell’Istituto, seguono i progetti extra-curricolari professionalizzanti per sommelier, pasticceria, pasta fresca, cake design, caffetteria e altro».

Un’altra accusa lanciata dal Blocco Studentesco è verso la dirigenza scolastica, che avrebbe «minacciato rappresaglie» verso alcuni studenti che volevano rivolgersi a CasaPound.

Per questo, si spiega, gli stessi alunni componenti del consiglio d’istituto hanno voluto sottoscrivere la replica, «per manifestare sorpresa e disappunto verso la gratuite e infondate affermazioni rese dal gruppo predetto».

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