Gazzetta di Reggio

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È morto ma gli recapitano le bollette del telefono

di Serena Arbizzi
È morto ma gli recapitano le bollette del telefono

Correggio: il figlio ha mandato la disdetta ma continuano ad arrivare le fatture E’ uno dei tanti casi sottoposti dai consumatori allo sportello di Palazzo Contarelli

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CORREGGIO. Sono oltre sessanta i cittadini del territorio e delle zone limitrofe (oltre a varie consulenze telefoniche) che si sono recati allo sportello gestito da Federconsumatori, con sede al piano terra di Palazzo Contarelli, aperto il mercoledì dalle 9 alle 12. Un secondo caso di bolletta recapitata a un utente morto, dopo il primo episodio raccontato dalla Gazzetta e raccolto sempre dallo sportello pochi mesi fa; tanti, tantissimi cittadini alle prese con addetti che effettuano vendita porta a porta e che molte volte forniscono informazioni poco chiare.

«Per non parlare del canone Rai, che verrà addebitato sulla bolletta dell’energia elettrica: in tanti vengono qui per richiederci chiarimenti – commenta Livia Arioli, avvocato di Federconsumatori che si occupa dello sportello correggese – Si riscontrano, poi, problemi con volture per quanto riguarda il gestore telefonico. Si è verificato, inoltre, in queste settimane, un secondo caso di bollette fatturate a un utente scomparso».

Dopo avere letto il pezzo sulla Gazzetta, infatti, il parente del defunto si è recato allo sportello per illustrare il proprio caso: «Si tratta sempre di un’utenza telefonica: in questo caso la disdetta è stata inviata dal figlio che ha comunicato la morte del padre – prosegue Arioli – ma la bolletta è arrivata ugualmente…”.

CONTRATTI TELEFONICI. È avvenuto, inoltre, tra i vari casi raccolti da Federconsumatori nello spazio correggese, che una signora anziana, sulla settantina, abbia sottoscritto un contratto telefonico. Ebbene, la signora ha scoperto nel tempo di avere sottoscritto un contratto per l’utilizzo di internet tramite Adsl, mentre era convinta di avere firmato per un contratto di telefonia fissa. Oltretutto, l’anziana in questione non ha nemmeno il computer.

CATALOGHI A DOMICILIO. Un altro episodio vede come protagonista una signora che ha ricevuto la visita di una giovane venditrice. La ragazza le ha presentato il catalogo di una società che vende svariati prodotti: l’ha convinta a firmare un documento che diceva che le sarebbe servito solo nel caso che nei tre anni successivi la donna avesse deciso di acquistare un prodotto da questa società. La donna ha firmato in buona fede, pensando che il foglio sarebbe servito solo nell’eventualità di un acquisto.

Lo ha sottoscritto senza leggere. «In realtà, rileggendo il documento quando la venditrice se ne era già andata – continua l’avvocato Arioli – si rende conto che quel pezzo di carta comportava degli obblighi. Quando abbiamo visto insieme questo documento, ci siamo resi conto che la giovane aveva parlato di uno sconto pari a 3mila euro sui prodotti: invece 3mila euro era l’importo per cui la signora si era obbligata ad acquistare i prodotti del catalogo. Siccome c’era la facoltà di recedere entro 14 giorni, ho invitato la signora a mandare subito la raccomandata per la disdetta».

Altri casi. Una signora un po’ sfortunata, sulla sessantina, residente in un paese vicino a Correggio una sera era in vacanza, in una località marittima di una riviera italiana. Stava passeggiando con un’amica per strada: inciampa in un tombino coperto da foglie e cade. Fa richiesta di risarcimento a quel Comune, ma a oggi non ha ricevuto riscontri. Il caso è stato raccontato a Federconsumatori. «Nel frattempo subisce un intervento e lamenta di aver subìto dei danni anche dopo questo ulteriore episodio» conclude Livia Arioli.

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