«I lavori al duomo finiti entro la prossima estate»
Guastalla: avanza il restauro post-sisma. Inaugurazione: 4 ottobre o 4 novembre L’auspicio del vicario generale Nicelli: «Ultimo Natale senza la concattedrale»
GUASTALLA. Questo sarà l'ultimo Natale senza la concattedrale di Guastalla. Entro la fine dell'estate 2016 il duomo sarà restituito alla comunità. Lo ha annunciato il “Comitato per il restauro della Chiesa Concattedrale di San Pietro Apostolo in Guastalla” durante l'incontro di giovedì sera per approvare il bilancio consuntivo 2015. Rendiconto economico in ordine e lavori di restauro secondo il cronoprogramma. Ad aprire i lavori all'oratorio Don Bosco sono stati il presidente Arrigo Bonfanti e il segretario generale Luciano Alfieri. Presenti l’architetto Mauro Severi, progettista, l’architetto Giancarlo Grassi, i rappresentanti dei soci fondatori (Smeg, Padana Tubi, Bertazzoni Spa, Diocesi Reggio-Guastalla, Provincia, parrocchia, Comune e Bonfanti Assicurazioni) e il vicario generale e parroco di Guastalla don Alberto Nicelli, con monsignor Francesco Marmiroli.
L’architetto Severi ha fatto il punto sullo stato delle opere eseguite in due cantieri: uno diretto dal comitato e l’altro dalla Regione Emilia Romagna sotto la supervisione della diocesi. I lavori di consolidamento per riparare i danni del terremoto, finanziati dalla Regione, ammontano a 802.502,19 euro e sono seguiti dal delegato vescovile monsignor Tiziano Ghirelli assieme allo studio Severi. In questo periodo si sta procedendo al consolidamento del tetto e della navata e al posizionamento di catene interne. Nel frattempo prosegue il restauro della cappella del Santissimo per ripristinare affreschi, stucchi e murature. Restano i ponteggi sulla navata, sull’abside e nella cappella principale. Subito dopo le feste natalizie sarà posato il pavimento. In primavera i soci fondatori effettueranno un primo sopralluogo. Entro la metà di settembre il duomo, salvo imprevisti, dovrebbe essere restituito alla comunità. Si sta valutando se inaugurare la concattedrale il 4 ottobre (San Francesco, patrono d'Italia) o il 4 novembre (San Carlo Borromeo). Il gruppo di lavoro che si sta occupando degli interventi di recupero, restauro e risanamento conservativo è formato da tecnici specializzati della ditta “Modena Lavori Speciali” che ha già lavorato nella basilica di Assisi, al teatro “La Fenice” di Venezia, nella Basilica di Sant’Antonio a Padova e in Vaticano. Il Comune, su invito dell'architetto Severi, sta studiando la possibilità di riqualificare l'illuminazione dei portici di piazza Mazzini che, entro giugno, dovrebbe essere liberata dalla recinzioni del cantiere. Intanto il presidente del comitato, Arrigo Bonfanti, sta cercando nuove risorse per affrontare le ultime spese. Don Nicelli ha auspicato che «questo Natale sia l’ultimo senza il duomo». (m.p.)
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